Hjemme i Norge: la Norvegia da dentro

I.

Fuori scorrono grandi rocce scure, e abeti e profumo di foresta, e forse, lontano, è l’oceano cupo. Poi improvvisa appare la città – grattaceli, palazzi geometrici, profili di luce, moduli quadrati che sporgono e variazioni, pur nella diversità, sempre logiche, ordinate: sembra così silenziosa, e nitida nel nero attorno.

Quando le porte del bus si aprono, respiro a fondo l’aria fredda, diversa – ormai la faccenda è partita. Continua a leggere

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Norvegia – dalla A a chissà dove!

Le strade della vita sono infinite, e nella mia vita c’è un sentiero che forse non sarà nemmeno battuto…ma se dovesse portare in un Paese Scandinavo, volete che una curiosa / ansiosa cronica come me non abbia la smania di scoprirne e capire il più possibile?

Dopo essermi imbattuta nelle vignettine di “Scandinavia and the World“, che mi hanno aperto un intero universo storico, aneddottico, antripologico, e dopo essermi data alla letteratura norvegese, ma anche a quella islandese (ho appena finito il grande romanzo Gente indipendente), ho incrociato il blog Norvegiani: dateci un occhio, è davvero molto bello – almeno, se apprezzate descrizioni di vita quotidiana che vi facciano davvero immaginare  vivano le persone a latitudini diverse dalla nostra. Continua a leggere

Timidezza e dignità: la letteratura scandinava

Scoprire il Nord non poteva non significare, per me, passare anche dalla letteratura.

Conoscevo già qualcosa: Loe (Norvegia) con Naif. Super e Doppler. Vita con l’alce, e anche Paasilinna (Finlandia) con L’anno della lepre e…e basta. Poco niente, insomma. E quel poco tutto positivo, ma un po’ troppo “icastico”, davvero: perché l’essenziale può essere più evocativo e potente del discorso dettagliato, profondo, ma può anche rischiare di non dire niente, o di dire qualcosa che svanisce dopo poco. Continua a leggere

Scandinavia and the Word

In questi mesi sto scoprendo i paesi Scandinavi – no, non è stato per predilezione personale. Eppure, ci sono flash di fatti, abitudini, curiosità che mi restano impressi e mi affascinano: la lingua islandese, probabilmente l’unica, assieme all’italiano, ad essersi conservata incredibilmente simile a mille anni fa soprattutto grazie alla scrittura; la desolazione nitida di certi paesaggi, che fanno paura e / perché riportano alle origini di tutti i sensi, dove forse c’è un grande senso senza parole, oppure un gelido, semplice non senso; l’idea che esistano Stati, in particolare la Norvegia, che hanno la precisa, esplicita politica di creare posti di lavoro anche dove non c’è bisogno – certo non tanto per buon cuore, ma perché è un modello economico che funziona, ma tant’è, questo influenza tutto il modo di pensare la società, di pensarsi… Continua a leggere