Rispetto cubano

I social sono un universo perverso, si sa – il problema è che, se pur estremizzato, sono lo specchio della nostra società. E mi stupisce sempre quando, alla morte di grandi personaggi, tutti, ma proprio tutti, anche chi proprio con l’universo di quel gigante non c’entra un fico, sentano la necessità di dire la propria. E non intendo solo il fruttivendolo e il figlio di papà, eh – intendo anche il “grande intellettuale” che però, oggi, ne sa quanto il fruttivendolo, con l’aggravante, come scriveva Preve, che è più stupido. Continua a leggere

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Da Contropiano: proteste senza progetto.

Sono capitata prima su questo articolo dal titolo: “Illuminati: rivolte così non ci fanno paura”, e poi sulla lettura che Contropiano ne dà.

Lo trovo un pezzo molto interessante, anche perché decisamente fruibile. Insomma, un buon inizio proprio in considerazione di quella difficoltà a analizzare la situazione del nostro “sistema” che sta alla base dell’inoffensività delle proteste. L’ho quindi riassunto – i grassetti sono miei; le citazioni sono tratte invece dal primo articolo. Continua a leggere

Rivoluzione oggi

La rivoluzione oggi è soprattutto la fine dell’innocenza. Per la generazione a cui appartengo, nata negli anni ’80, penso che questo sia lo scoglio principale perché, venuti al mondo nel cuore del capitalismo già finanziario, già alla seconda, tutta la strada risultava tracciata: “Non c’è alternativa”, ripeteva ossessivamente Mario Monti al suo primo discorso da premier. Vi ricorda qualcosa “There Is No Alternative?”. Per chi non lo sapesse, TINA era uno dei soprannomi di Margeret Thatcher.

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