COME PUOI ESSERE COSI’ INTELLIGENTE…E PERDERTI IN UN BICCHER D’ACQUA? DI TALENTI, GUERRE CIVILI E VEZZEGGIATIVI

Qualche giorno fa ho sostenuto un esame all’università:

  • dopo quasi 8 anni dall’ultimo
  • non avendo potuto frequentare e facendo nel frattempo un lavoro a tempo pieno piuttosto impegnativo mentalmente
  • si trattava di stilistica e metrica latina (una roba astrusa che manco quelli di Big Bang Theory…); prima di questo esame, di stilistica e metrica latina non sapevo nulla
  • il testo aggiuntivo per i non frequentanti era un malloppo di 600 pagine in inglese, pieno di abbreviazioni impossibili e termini specifici differenti dall’italiano e dal latino (ho quindi dovuto tradurlo, perché il salto mortale inglese incomprensibile – latino era impossibile). In aggiunta, il mio inglese, modestamente, è giusto un livello sopra “de buc is on de teibol”
  • senza aver letteralmente chiuso occhio la notte prima.

Il risultato è stato che ho preso 30. E la prof. mi ha rubato gli appunti. Inoltre, la mia tesina è stata valutata “eccellente per capacità di analisi del testo e di riflessione critica” dalla docente di Storia del giornalismo, che mi ha proposto di discuterla davanti ai suoi studenti del Master.

Lo scrivo per vantarmene un po’, ma soprattutto perché, in seguito a questi eventi, un dettaglio mi ha fatto riflettere sull'”intelligenza”, e sull’atteggiamento degli altri, e di noi verso noi stessi al riguardo. Simili situazioni, infatti, suscitano spesso reazioni di ammirazione dell'”intelligenza”, quasi fosse un assoluto.  Continua a leggere

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Limiti, cioè libertà

In  questi giorni mi frulla in testa un pensiero: “Realtà. C’è un disperato bisogno di realtà”.
 
Rispetto a partiti politici, giornali, “maîtres penser”, pubblicità che ci parlano di “non avere limiti” (ma noi ABBIAMO limiti), e di bambini che, se nessuno glielo dicesse, non penserebbero che “i serpenti non sono pericolosi e i pesci rossi non parlano” (ma dannazione, i serpenti SONO pericolosi e i pesci rossi NON parlano!), rivendico, disperatamente, il reale.
 

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I nostri 2 minuti d’amore sulla pelle dei bambini – da Il Pedante su emozioni, sentimenti, ragione e politica

Ho appena letto, grazie ad una condivisione in facebook, un articolo dal blog Il Pedante.

Ne riporto alcuni stralci, perché li trovo chiari e lucidi come poche altre cose sul tema dell’uso strumentalizzato e svilente che, nella comunicazione di oggi, si fa delle emozioni.

Mi rendo così conto che un buon 80% di tutti gli articoli che scrivo qui su Crosscritture riguardano o sono attraversati proprio da questo problema, che provo disperatamente a sviscerare sia in declinazioni particolari, ad esempio sull’immigrazione, lo ius soli, il Front National, il genere sessuale, sul “caso-Saviano“, o in generale, sulle modalità del dibattito riguardo l’attualità, su emozioni e sentimenti nella comunicazione odierna, sulla strumentalizzazione dei buoni sentimenti, e via dicendo.

Buona lettura.

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In memoria, e un accorato appello a tutti

Quando qualcuno si toglie la vita, più dell’acuta fitta per la solitudine, le distanze, il gelo, le mancanze dagli altri, normali o meno, taglia il respiro pensare a quanto ti deve mancare te stesso. Alla solitudine fra te e te. All’orribile, mostruoso bilico, allo svanire, alla devastante assenza inalterabile di te. Continua a leggere

La società delle “emozioni” – la rivoluzione dei sentimenti

In queste settimane ho riflettuto tanto su quest’opera d’arte – ma costruire uno schema di analisi porta a allargarlo, a toccare le caratteristiche della società stessa che ha prodotto il ponte, di cui il ponte è espressione e che il ponte stesso contribuisce a rinsaldare. E spuntano riflessioni forse utili. Continua a leggere

Cos’è l’autostima?

E’ raro trovare articoli in internet che parlino in modo non convenzionale di cose basilari: amore, relazioni, sentimenti. Intendo dire: che ne parlino per capire, per navigare nel reale, e non per cercare o assecondare un interesse normalizzante. Continua a leggere

Un video curioso

Che dire: per psico-appassionati come me è davvero interessante “dialogare” così con un gigante come Jung – un “bello spostato pure lui”, come si è espressa una psicoterapeuta di mia conoscenza. E in effetti la personalità di Jung è quanto di più poliedrico si possa immaginare, e non solo in senso positivo. Continua a leggere

Migliorare sì, ma delicatamente!

Anni fa una cara amica mi disse che una delle mie doti più rare era la ferma volontà di analizzare, capire le situazioni per spingere gli altri (e me stessa) a diventare migliori – rompendo anche un po’ i coglioni, è chiaro.

Anni dopo (contrasti, dolori, fallimenti, esperienze dopo), le cose sono cambiate per metà. Continua a leggere

Quattro o cinque cose che ho capito

Allora.
Fatti, parole, percorsi mi han fatto capire che:

– Nessuno può dirmi come mi sento o come dovrei sentirmi
– Come mi sento non è “un problema”; se io, o se voi problematizzate come mi sento, ecco il problema Continua a leggere