Gli “svizzeri” e il (non) senso delle violenze anti-EXPO

Ora. Chi commenta gli scontri mi fa ridere, sulle prime. Perché è gente che 360 giorni l’anno si vanta di non immischiarsi in questioni politiche – ed è ovvio: nella maggior parte dei casi sono persone che hanno tutto l’interesse a difendere i meccanismi garanti della loro posizione sociale (rimpiangono anzi che l’Italia non sia la Svizzera, fondata sul riciclaggio, l’indifferenza “autarchica” più totale, il razzismo più “pacifico”, o gli USA, fondati sul saccheggio guerrafondaio, l’apartheid sociale, la criminalizzazione della povertà “necessaria” e la carcerazione di massa). Continua a leggere

Da Contropiano: proteste senza progetto.

Sono capitata prima su questo articolo dal titolo: “Illuminati: rivolte così non ci fanno paura”, e poi sulla lettura che Contropiano ne dà.

Lo trovo un pezzo molto interessante, anche perché decisamente fruibile. Insomma, un buon inizio proprio in considerazione di quella difficoltà a analizzare la situazione del nostro “sistema” che sta alla base dell’inoffensività delle proteste. L’ho quindi riassunto – i grassetti sono miei; le citazioni sono tratte invece dal primo articolo. Continua a leggere

Manifestazione in bianco e nero

Allora, non cominciate a rompere col manifestante che difende la polizia, coi pacifisti che cacciano i violenti, con i fiori per i celerini.

In una manifestazione c’è di tutto, e non si può né prevedere né cristallizzare in due immagini, tantomeno in un’immagine bianco/nero. Continua a leggere

Non vogliamo chiedere

Mi inoltri richieste, mi informi di referendum, lettere, interrogazioni a politici, ministri, industriali: chiedere, sperare, aspettare.

Non firmo nulla, non sottoscrivo nulla.

Non imploro, non spero, non aspetto.

Quello che voglio lo sto strappando al buio con lo sguardo fisso nel buio, e non mi aspetto che il buio mi conceda nulla, magari perché sono un bravo bambino.

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