Ius soli, cittadinanza e multiculturalismo

Vi prego, smettetela di postare video strappalacrime o elenchi di bambini di 100 nazioni diverse che si sentono italiani, per asfaltare chiunque sotto la divina santità dello ius soli.

Buttate così in melodramma un nodo importante, e lo fate nel modo peggiore: strumentalizzando qualcosa che dovrebbe essere libero, le emozioni, superficializzandole e usandole a mo’ di pialla indistinta che cancella senso critico e profondità sentimentale.

Lo ius soli è un fatto politico, che naturalmente coinvolge persone e sentimenti – ma su cui bisogna non commuovere, ma argomentare con ragionevolezza. E per ragionevolezza, intendo un insieme di ragione e sentimento – perché anche nei sentimenti esiste la ragionevolezza, il merito, la profondità.

Insomma: non sputtanate una causa importante, per sé e per le riflessioni che potrebbero accompagnarla.

Non trasformatela, come tutto il resto soprattutto negli ultimi anni, soprattutto su facebook, in un cancan indegno di flatulenza e “presa in ostaggio” emotiva; non aggiungeteci robe che con lo ius soli non c’entrano; non usate i bambini per riempire i vostri bisogni o raccontare il vostro vissuto; non usateli come ariete per battaglie che neanche sapete dove ci e li stanno portando.

Questo è ciò che avevo scritto stamattina in facebook – ma poi ho pensato che la questione richiedeva qualche approfondimento.

Se vi va, ecco un tentativo. Continua a leggere

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