Cosa ne penso, se vi pare, dei blastatori seriali

Trovo avvilente che interi gruppi facebook si dedichino esclusivamente ad usare gente che non ha grandi capacità, che vive in chiaro disagio o vere situazioni patologiche per far sentire gli utenti che partecipano alla gogna, invece, superfighi, gente di mondo, progressisti che hanno in tasca la verità che è sempre assoluta, binaria, e moralmente connotata d’intoccabile positività.

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I nostri 2 minuti d’amore sulla pelle dei bambini – da Il Pedante su emozioni, sentimenti, ragione e politica

Ho appena letto, grazie ad una condivisione in facebook, un articolo dal blog Il Pedante.

Ne riporto alcuni stralci, perché li trovo chiari e lucidi come poche altre cose sul tema dell’uso strumentalizzato e svilente che, nella comunicazione di oggi, si fa delle emozioni.

Mi rendo così conto che un buon 80% di tutti gli articoli che scrivo qui su Crosscritture riguardano o sono attraversati proprio da questo problema, che provo disperatamente a sviscerare sia in declinazioni particolari, ad esempio sull’immigrazione, lo ius soli, il Front National, il genere sessuale, sul “caso-Saviano“, o in generale, sulle modalità del dibattito riguardo l’attualità, su emozioni e sentimenti nella comunicazione odierna, sulla strumentalizzazione dei buoni sentimenti, e via dicendo.

Buona lettura.

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Ius soli, cittadinanza e multiculturalismo

Vi prego, smettetela di postare video strappalacrime o elenchi di bambini di 100 nazioni diverse che si sentono italiani, per asfaltare chiunque sotto la divina santità dello ius soli.

Buttate così in melodramma un nodo importante, e lo fate nel modo peggiore: strumentalizzando qualcosa che dovrebbe essere libero, le emozioni, superficializzandole e usandole a mo’ di pialla indistinta che cancella senso critico e profondità sentimentale.

Lo ius soli è un fatto politico, che naturalmente coinvolge persone e sentimenti – ma su cui bisogna non commuovere, ma argomentare con ragionevolezza. E per ragionevolezza, intendo un insieme di ragione e sentimento – perché anche nei sentimenti esiste la ragionevolezza, il merito, la profondità.

Insomma: non sputtanate una causa importante, per sé e per le riflessioni che potrebbero accompagnarla.

Non trasformatela, come tutto il resto soprattutto negli ultimi anni, soprattutto su facebook, in un cancan indegno di flatulenza e “presa in ostaggio” emotiva; non aggiungeteci robe che con lo ius soli non c’entrano; non usate i bambini per riempire i vostri bisogni o raccontare il vostro vissuto; non usateli come ariete per battaglie che neanche sapete dove ci e li stanno portando.

Questo è ciò che avevo scritto stamattina in facebook – ma poi ho pensato che la questione richiedeva qualche approfondimento.

Se vi va, ecco un tentativo. Continua a leggere

Come il traliccio per l’uva

Oggi avevo voglia di allegria, e ci sono pure riuscita per un quarto d’ora. Poi, leggendo di questo suicidio e delle parole del mio coetaneo, m’è passata subito.
Perché è qualcosa di molto diverso da un altro fatto che mi aveva colpito – non conosco questo ragazzo, ma nelle sue parole risuona la frustrazione della mia generazione, risuona quello che tocca tutti noi, che ci agguanta, trascina giù o solo lambisce. La differenza sta sempre e solo nella botta di culo: quanto sei figlio di papà o mammà, quanti parenti amici conoscenti hai che ti assumono, quanto ti sei trovato nel posto giusto al momento giusto.

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