Come il traliccio per l’uva

Oggi avevo voglia di allegria, e ci sono pure riuscita per un quarto d’ora. Poi, leggendo di questo suicidio e delle parole del mio coetaneo, m’è passata subito.
Perché è qualcosa di molto diverso da un altro fatto che mi aveva colpito – non conosco questo ragazzo, ma nelle sue parole risuona la frustrazione della mia generazione, risuona quello che tocca tutti noi, che ci agguanta, trascina giù o solo lambisce. La differenza sta sempre e solo nella botta di culo: quanto sei figlio di papà o mammà, quanti parenti amici conoscenti hai che ti assumono, quanto ti sei trovato nel posto giusto al momento giusto.

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Il cavallo di Troia della meritocrazia: un approfondimento

Oggi vi propongo una riflessione dal blog “Il Pedante”: qui la versione completa, mentre come sempre e per esercizio critico io riassumo.

Il tema della meritocrazia mi interessa particolarmente, forse anche perché sono figlia della generazione delle prestazioni, della bravura scolastica, del “30 e lode” e “110 e lode” come patente di identità e, davvero, cittadinanza al mondo. Hai diritto a stare al mondo se sei bravo – nessuno te lo dice, ma tutti ti inducono a pensarlo. E se per qualche motivo fallisci? Dev’essere colpa tua, perché non può essere colpa del sistema sociale: è la meritocrazia, eh, semplice! Continua a leggere