Il lago, vero

Ho visto comparire pezzi di materiale, bianco come la plastica, schiacciato sulla superficie del lago – lunghe lastre prima stipate, poi attorno alla piccola isola, poi a tagliare le acque. Ed ho provato un cupo, acuto disagio. Quello è il lago, accidenti, e non può dire niente.

Il lago non è una persona, ma non è solo un luogo. E’ una spugna e un abbraccio relativo, uno specchio di profondità e uno schiaffo di realtà. Di certo, non una persona – per questo non ci ho mai parlato,  neanche da piccolissima, né ho mai pensato a lui come a una figura familiare. Non è quel genere di rapporto in cui puoi mitizzare a piacere. Perché il lago si sottrae, almeno il “mio” – un lago piccolo, non ammiccante; un po’ nascosto e triste, in certi giorni. Ma di certo estremamente nitido, saldo: un’identità fatta di cento e cento lati, ma precisa e forte.  Continua a leggere

Christo sul lago: onorati e zitti o liberi di dubitare?

[Le parti iniziali dell’articolo sono state scritte nell’aprile 2016; seguono aggiornamenti più recenti con le rispettive date].

INTRO

Come sapete da questo post, sono originaria del Lago d’Iseo, un piccolo lago del Nord Italia. Dei “grandi” laghi lombardi è di sicuro il meno conosciuto – meno scenografico del Garda, da alcuni ritenuto cupo, con paesotti graziosi, ma senza pretese.

Naturalmente io lo preferisco a qualsiasi altro, e l’ho sempre preferito a qualsiasi mare. Non per la bellezza, non per le destinazioni da guida turistica – è tutto molto più banale: da bambina solitaria e riflessiva, senza troppe idealizzazioni l’ho guardato per ore lunghissime, ci sono entrata, rimasta per interi pomeriggi. Continua a leggere

Da dove vengo

Che incredibile emozione per un video che finalmente rende uno sguardo d’amore a luoghi che conosco per nome, ogni angolo, ogni strada…

Proprio io che ho così bisogno di stratificazione umana per darmi un “senso storico”, e in realtà vengo da luoghi dove tutto è pre-umano, nitido, schietto e significativo di per sé.

E il filo rimonta veloce alle estati, ai giorni, ai momenti di totale solitudine faccia a faccia al lago, sotto, nel lago con solo il lago addosso sopra sotto e attorno, tutto otturato, blu-verde, fra i monti, nel verde “che sembra l’Inghilterra”, nel silenzio, nel tutto, nel niente con occhi attorno diretti, chiari, felicemente non umani…animali, foglie, pietre, vento, alghe, freddo, sole, vele, cigni e odore di aghi di pino.

Il lirismo mi fa cadere le braccia, ma il rischio del lirismo vale la candela: questo è da dove vengo. Ed è straordinario.