La crisi: “la gente” e gli intellettuali

La cosa che mi sconvolge di più in queste ore di crisi istituzionale, oltre al totale tradimento del voto popolare, è la spocchia ignorante dei cosiddetti “intellettuali”.

Persone che si informano solo su “La Repubblica” o “Il Corriere”, che prendono per buone le balle moraliste de-storicizzate e de-politicizzate che “aleggiano nell’aria” da decenni, che non hanno mai approfondito davvero mezza questione economica o politica o giurisprudenziale, in queste ore concitate si realizzano e “masturbano intelletualmente” blastando i presunti ignoranti, somari, deficienti – e lo fanno a seguito di quello che, comunque lo si voglia analizzare, è un evento mai capitato nella Storia della nostra Repubblica e che meriterebbe quindi il meglio del cervello di chi ha strumenti e mezzi per usarlo, almeno in teoria.

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Cosa ne penso, se vi pare, dei blastatori seriali

Trovo avvilente che interi gruppi facebook si dedichino esclusivamente ad usare gente che non ha grandi capacità, che vive in chiaro disagio o vere situazioni patologiche per far sentire gli utenti che partecipano alla gogna, invece, superfighi, gente di mondo, progressisti che hanno in tasca la verità che è sempre assoluta, binaria, e moralmente connotata d’intoccabile positività.

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