Ius soli, cittadinanza e multiculturalismo

Vi prego, smettetela di postare video strappalacrime o elenchi di bambini di 100 nazioni diverse che si sentono italiani, per asfaltare chiunque sotto la divina santità dello ius soli.

Buttate così in melodramma un nodo importante, e lo fate nel modo peggiore: strumentalizzando qualcosa che dovrebbe essere libero, le emozioni, superficializzandole e usandole a mo’ di pialla indistinta che cancella senso critico e profondità sentimentale.

Lo ius soli è un fatto politico, che naturalmente coinvolge persone e sentimenti – ma su cui bisogna non commuovere, ma argomentare con ragionevolezza. E per ragionevolezza, intendo un insieme di ragione e sentimento – perché anche nei sentimenti esiste la ragionevolezza, il merito, la profondità.

Insomma: non sputtanate una causa importante, per sé e per le riflessioni che potrebbero accompagnarla.

Non trasformatela, come tutto il resto soprattutto negli ultimi anni, soprattutto su facebook, in un cancan indegno di flatulenza e “presa in ostaggio” emotiva; non aggiungeteci robe che con lo ius soli non c’entrano; non usate i bambini per riempire i vostri bisogni o raccontare il vostro vissuto; non usateli come ariete per battaglie che neanche sapete dove ci e li stanno portando.

Questo è ciò che avevo scritto stamattina in facebook – ma poi ho pensato che la questione richiedeva qualche approfondimento.

Se vi va, ecco un tentativo. Continua a leggere

Il cavallo di Troia della meritocrazia: un approfondimento

Oggi vi propongo una riflessione dal blog “Il Pedante”: qui la versione completa, mentre come sempre e per esercizio critico io riassumo.

Il tema della meritocrazia mi interessa particolarmente, forse anche perché sono figlia della generazione delle prestazioni, della bravura scolastica, del “30 e lode” e “110 e lode” come patente di identità e, davvero, cittadinanza al mondo. Hai diritto a stare al mondo se sei bravo – nessuno te lo dice, ma tutti ti inducono a pensarlo. E se per qualche motivo fallisci? Dev’essere colpa tua, perché non può essere colpa del sistema sociale: è la meritocrazia, eh, semplice! Continua a leggere

Stato-nazionale: playing field dei diritti? Continuando a riflettere su migrazioni, frontiere, diritti.

Continuando a riflettere sulle trappole che il concetto di frontiera può contenere, mi sono imbattuta in questo working paper dell’economista Sergio Cesaratto: “Fra Marx e List: sinistra e solidarietà internazionale”. Si parla del ruolo dello Stato nelle lotte per i diritti.

Non mi sento certo in grado di prendere una posizione definita, o di dirmi del tutto d’accordo con questo contributo; anzi, è proprio per formarmi una visione il più possibile indipendente e fondata che sto leggendo e considerando molte riflessioni, andandole a cercare anche e soprattutto negli ambiti, come quello economico, dove ho meno basi.

Questo breve lavoro però mi sembra contenga molti spunti interessanti, e allora, come faccio spesso, riporto qui i flash concettuali che personalmente mi sono parsi più utili e illuminanti.

Come sempre, meglio leggere tutto; ma piuttosto che niente, meglio piuttosto! Continua a leggere