Gli “svizzeri” e il (non) senso delle violenze anti-EXPO

Ora. Chi commenta gli scontri mi fa ridere, sulle prime. Perché è gente che 360 giorni l’anno si vanta di non immischiarsi in questioni politiche – ed è ovvio: nella maggior parte dei casi sono persone che hanno tutto l’interesse a difendere i meccanismi garanti della loro posizione sociale (rimpiangono anzi che l’Italia non sia la Svizzera, fondata sul riciclaggio, l’indifferenza “autarchica” più totale, il razzismo più “pacifico”, o gli USA, fondati sul saccheggio guerrafondaio, l’apartheid sociale, la criminalizzazione della povertà “necessaria” e la carcerazione di massa). Continua a leggere

Mandela il black-block

« Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l’incudine delle azioni di massa e il martello della lotta armata dobbiamo annientare l’apartheid! » “Mandela stesso fu addestrato militarmente in Algeria, nel 1962 […]. L’ANC allora decise di continuare la sua protesta ma con metodi violenti e per questa ragione venne fondato lo MK (Lancia della Nazione). Il 16 dicembre 1961 l’ANC pubblicò un manifesto, che venne esposto principalmente nelle are dei neri, nel quale spiegava dettagliatamente la sua strategia violenta contro le istituzioni governative della RSA a mezzo di atti di sabotaggio. Continua a leggere

Manifestazione in bianco e nero

Allora, non cominciate a rompere col manifestante che difende la polizia, coi pacifisti che cacciano i violenti, con i fiori per i celerini.

In una manifestazione c’è di tutto, e non si può né prevedere né cristallizzare in due immagini, tantomeno in un’immagine bianco/nero. Continua a leggere