Insegnare in Italia: una tragicommedia che pagheremo tutti, e pagheremo caro

Sto cercando di capire, ma non è detto che ci sia riuscita, in cosa diavolo consista la strada per diventare insegnanti oggi, in Italia: proviamoci – e dico proviamoci perché so che molti sono meglio informati di me. Ogni contributo, soprattutto di esperienza personale, è utilissimo e benaccetto. 

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Un’intervista speciale

Il professor Ndue Lazri, che aveva presentato il mio romanzo un anno fa, presso l’associazione InterAction di Molinetto di Mazzano, mi ha intervistata per il giornale albanese “Tirana Observer”. A questo link trovate l’intervista in albanese, mentre qui riporto la versione italiana. Non mi dilungo – solo, penso che per tirar fuori e far capire gli aspetti più interessanti di un romanzo, di una storia, dei personaggi, le domande siano importantissime. Quelle di Ndue sono semplici, ma profonde insieme: vanno al cuore di ciò che al lettore può interessare. Un grande grazie a lui, e buona lettura a voi.

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CASA DOLCE HJEM

Se siete un po’ stufi del mio racconto dalla Norvegia, ecco un bellissimo, immediato racconto dall’Italia.
Spero di riuscire a far sentire la Norvegia, per quel poco che ne so, come Magnus fa sentire l’Italia.

Norvegiani

IL 2016 per Norvegiani è stato un anno intenso, quasi magico: “Dalla A allaÅ. Norvegia: istruzioni per l’uso” è arrivato agli scaffali ad aprile ed è già alla secondaristampa; ci sono stati tanti incontri bellissimi con i lettori e abbiamo ospitato tante voci diverse qui sul blog. Il 2017 si prospetta ricchissimo di novità che non vi anticipo:tempo al tempo! Mentre cercavo il modo per augurarvi un buon Natale che fosse anche God Jul, ho ricevuto questo dono bellissimo da Magnus, che qualche mese fa aveva raccontato la sua esperienza in questo post.

Quest’anno è stato lungo, ma è passato in fretta. Sono arrivato a Roma a gennaio, e quando scrivo questo mi trovo sul treno tra Milano e Zurigo. Siamo quasi a Natale, e sto correndo verso la Norvegia, lasciando alle mie spalle il mondo del Mar Mediterraneo. Sto tornando a casa.

Casa: una parola corta, composta da…

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A difesa dei nostri sogni – dignità e alternative

Per la prima volta da quando tengo questo blog riporto un intero articolo, e lo commento passo per passo.

Lo faccio perché alcuni conoscenti e qualche amico che stimavo (o che stimo sub conditione) si sono dichiarati d’accordo con il succo del testo, e io non mi rassegno a credere che la mia generazione sia stata irrimediabilmente fagocitata da atteggiamenti e una visione del mondo simile.

Potrebbe sembrare tempo perso, un intervento così dettagliato su una voce assurda, con cui neanche ci si dovrebbe mettere a discutere – ma invece è un’occasione, e mi sento di doverla cogliere perché questo pezzo è esemplificativi delle pressioni, dei condizionamenti, dei discorsi malposti, di morale doppia (nel senso due pesi due misure) e unica (nel senso di unica possibile) che ci troviamo a “ricevere” da ormai decenni. Continua a leggere

Rispetto cubano

I social sono un universo perverso, si sa – il problema è che, se pur estremizzato, sono lo specchio della nostra società. E mi stupisce sempre quando, alla morte di grandi personaggi, tutti, ma proprio tutti, anche chi proprio con l’universo di quel gigante non c’entra un fico, sentano la necessità di dire la propria. E non intendo solo il fruttivendolo e il figlio di papà, eh – intendo anche il “grande intellettuale” che però, oggi, ne sa quanto il fruttivendolo, con l’aggravante, come scriveva Preve, che è più stupido. Continua a leggere

La Riforma NON è semplice – Lettera sul Referendum

Se seguite il mio blog da un po’, sapete che non ospito mai contributi esterni. Al massimo riposto cose altrui, ma più spesso le rielaboro.

Stavolta, però, siamo di fronte ad una grande eccezione: primo, ho il costituzionalista in casa; secondo, ne so talmente poco di tutto ciò che gira attorno alla Riforma su cui saremo chiamati a votare, che non potrei rielaborare un bel niente; terzo, ho comunque contribuito, seppur con domande basiche degne di una bambina delle elementari, alla nascita di questa Lettera.  Continua a leggere

Hjemme i Norge: la Norvegia da dentro

I.

Fuori scorrono grandi rocce scure, e abeti e profumo di foresta, e forse, lontano, è l’oceano cupo. Poi improvvisa appare la città – grattaceli, palazzi geometrici, profili di luce, moduli quadrati che sporgono e variazioni, pur nella diversità, sempre logiche, ordinate: sembra così silenziosa, e nitida nel nero attorno.

Quando le porte del bus si aprono, respiro a fondo l’aria fredda, diversa – ormai la faccenda è partita. Continua a leggere

In memoria, e un accorato appello a tutti

Quando qualcuno si toglie la vita, più dell’acuta fitta per la solitudine, le distanze, il gelo, le mancanze dagli altri, normali o meno, taglia il respiro pensare a quanto ti deve mancare te stesso. Alla solitudine fra te e te. All’orribile, mostruoso bilico, allo svanire, alla devastante assenza inalterabile di te. Continua a leggere

La società delle “emozioni” – la rivoluzione dei sentimenti

In queste settimane ho riflettuto tanto su quest’opera d’arte – ma costruire uno schema di analisi porta a allargarlo, a toccare le caratteristiche della società stessa che ha prodotto il ponte, di cui il ponte è espressione e che il ponte stesso contribuisce a rinsaldare. E spuntano riflessioni forse utili. Continua a leggere