CHRISTO SUL LAGO: ONORATI E ZITTI, O LIBERI DI DUBITARE?

Paesana, ingrata, bastian contraria, retrograda, cacciatrice di fama: per il mio pezzo “critico” su The Floating Piers ho ricevuto ogni genere di insulto. Ma ho anche ricevuto la stima, il sincero sollievo da parte della gente del posto, felice che qualcuno, almeno qualcuno, avesse dato voce alle loro preoccupazioni, domande e questioni.

Le reazioni contrarie al mio articolo (che ha avuto decine di migliaia di letture in pochi giorni) dimostrano, mi pare, la totale incapacità di analisi, confronto, scambio che esiste al giorno d’oggi, in ogni ambiente, istituzionale o meno.

Ogni questione è solo ideologica, emotiva, morale – in nessun caso si può partire dai dati, e dal piano generale, contestualizzato.

Io non ho fatto niente più di questo: informarmi sull’artista, sulla sua storia, sui problemi che le sue installazioni hanno sempre causato, sulla natura del territorio coinvolto, sulle modalità con cui NON si è coinvolta la popolazione, sull’atteggiamento intimidatorio di Christo stesso, che ha esplicitamente dichiarato (e io che temevo querele nello scrivere cose simili!): di aver potuto realizzare The Floating Piers sul lago d’Iseo solo grazie all’interessamento dell’amico Beretta; di aver strigliato tutti, persino il prefetto, con l’argomento più vecchio del mondo…ossia “pago io, l’avete capito?” (e poi le cose non sono andate affatto così).

Ma non voglio svelare tutto a posteriori. L’articolo data qualche settimana prima del grande evento mediatico, prima di quel girone infernale, prima di una situazione al limite della follia che ha portato (ma nessuno l’ha detto, ed è emerso a mesi di distanza) addirittura al commissariamento da parte della Prefettura di tutta la gestione – per motivi di sicurezza e di ordine pubblico.

Ce la siamo cavata con centinaia di feriti ed incidenti fortunatamente non gravi – ma con una ferita che non si rimarginerà mai per tante attività, per tante persone che sono state usurpate, senza degnarle di altro che di finti incontri con la cittadinanza occupati solo da stampa e celebrità minori, del proprio territorio e della propria vita. Insomma: una specie di parentesi di mondo distopico, di anticipazione di ciò che ci aspetta in un mondo globalizzato e ultracapitalistico. In cui scompaiono i diritti degli esseri viventi, degli abitanti, delle comunità, dei lavoratori, per far spazio ai “diritti” (in realtà privilegi assoluti) dei consumatori, dei turisti, dei portatori di soldi.

Se v’interessa e avete lo stomaco per ripercorrere questa Odissea moderna, e cercare di capire lucidamente cos’è successo, qui trovare tutto. Resto, ora come allora, disponibile a qualsiasi confronto fatto con un barlume di senso critico. Buona lettura.