Ius soli, cittadinanza e multiculturalismo

Vi prego, smettetela di postare video strappalacrime o elenchi di bambini di 100 nazioni diverse che si sentono italiani, per asfaltare chiunque sotto la divina santità dello ius soli.

Buttate così in melodramma un nodo importante, e lo fate nel modo peggiore: strumentalizzando qualcosa che dovrebbe essere libero, le emozioni, superficializzandole e usandole a mo’ di pialla indistinta che cancella senso critico e profondità sentimentale.

Lo ius soli è un fatto politico, che naturalmente coinvolge persone e sentimenti – ma su cui bisogna non commuovere, ma argomentare con ragionevolezza. E per ragionevolezza, intendo un insieme di ragione e sentimento – perché anche nei sentimenti esiste la ragionevolezza, il merito, la profondità.

Insomma: non sputtanate una causa importante, per sé e per le riflessioni che potrebbero accompagnarla.

Non trasformatela, come tutto il resto soprattutto negli ultimi anni, soprattutto su facebook, in un cancan indegno di flatulenza e “presa in ostaggio” emotiva; non aggiungeteci robe che con lo ius soli non c’entrano; non usate i bambini per riempire i vostri bisogni o raccontare il vostro vissuto; non usateli come ariete per battaglie che neanche sapete dove ci e li stanno portando.

Questo è ciò che avevo scritto stamattina in facebook – ma poi ho pensato che la questione richiedeva qualche approfondimento.

Se vi va, ecco un tentativo. Continua a leggere

Un’intervista speciale

Il professor Ndue Lazri, che aveva presentato il mio romanzo un anno fa, presso l’associazione InterAction di Molinetto di Mazzano, mi ha intervistata per il giornale albanese “Tirana Observer”. A questo link trovate l’intervista in albanese, mentre qui riporto la versione italiana. Non mi dilungo – solo, penso che per tirar fuori e far capire gli aspetti più interessanti di un romanzo, di una storia, dei personaggi, le domande siano importantissime. Quelle di Ndue sono semplici, ma profonde insieme: vanno al cuore di ciò che al lettore può interessare. Un grande grazie a lui, e buona lettura a voi.

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Rispetto cubano

I social sono un universo perverso, si sa – il problema è che, se pur estremizzato, sono lo specchio della nostra società. E mi stupisce sempre quando, alla morte di grandi personaggi, tutti, ma proprio tutti, anche chi proprio con l’universo di quel gigante non c’entra un fico, sentano la necessità di dire la propria. E non intendo solo il fruttivendolo e il figlio di papà, eh – intendo anche il “grande intellettuale” che però, oggi, ne sa quanto il fruttivendolo, con l’aggravante, come scriveva Preve, che è più stupido. Continua a leggere

Hjemme i Norge: la Norvegia da dentro

I.

Fuori scorrono grandi rocce scure, e abeti e profumo di foresta, e forse, lontano, è l’oceano cupo. Poi improvvisa appare la città – grattaceli, palazzi geometrici, profili di luce, moduli quadrati che sporgono e variazioni, pur nella diversità, sempre logiche, ordinate: sembra così silenziosa, e nitida nel nero attorno.

Quando le porte del bus si aprono, respiro a fondo l’aria fredda, diversa – ormai la faccenda è partita. Continua a leggere

Norvegia – dalla A a chissà dove!

Le strade della vita sono infinite, e nella mia vita c’è un sentiero che forse non sarà nemmeno battuto…ma se dovesse portare in un Paese Scandinavo, volete che una curiosa / ansiosa cronica come me non abbia la smania di scoprirne e capire il più possibile?

Dopo essermi imbattuta nelle vignettine di “Scandinavia and the World“, che mi hanno aperto un intero universo storico, aneddottico, antripologico, e dopo essermi data alla letteratura norvegese, ma anche a quella islandese (ho appena finito il grande romanzo Gente indipendente), ho incrociato il blog Norvegiani: dateci un occhio, è davvero molto bello – almeno, se apprezzate descrizioni di vita quotidiana che vi facciano davvero immaginare  vivano le persone a latitudini diverse dalla nostra. Continua a leggere

Scandinavia and the Word

In questi mesi sto scoprendo i paesi Scandinavi – no, non è stato per predilezione personale. Eppure, ci sono flash di fatti, abitudini, curiosità che mi restano impressi e mi affascinano: la lingua islandese, probabilmente l’unica, assieme all’italiano, ad essersi conservata incredibilmente simile a mille anni fa soprattutto grazie alla scrittura; la desolazione nitida di certi paesaggi, che fanno paura e / perché riportano alle origini di tutti i sensi, dove forse c’è un grande senso senza parole, oppure un gelido, semplice non senso; l’idea che esistano Stati, in particolare la Norvegia, che hanno la precisa, esplicita politica di creare posti di lavoro anche dove non c’è bisogno – certo non tanto per buon cuore, ma perché è un modello economico che funziona, ma tant’è, questo influenza tutto il modo di pensare la società, di pensarsi… Continua a leggere

Da dove vengo

Che incredibile emozione per un video che finalmente rende uno sguardo d’amore a luoghi che conosco per nome, ogni angolo, ogni strada…

Proprio io che ho così bisogno di stratificazione umana per darmi un “senso storico”, e in realtà vengo da luoghi dove tutto è pre-umano, nitido, schietto e significativo di per sé.

E il filo rimonta veloce alle estati, ai giorni, ai momenti di totale solitudine faccia a faccia al lago, sotto, nel lago con solo il lago addosso sopra sotto e attorno, tutto otturato, blu-verde, fra i monti, nel verde “che sembra l’Inghilterra”, nel silenzio, nel tutto, nel niente con occhi attorno diretti, chiari, felicemente non umani…animali, foglie, pietre, vento, alghe, freddo, sole, vele, cigni e odore di aghi di pino.

Il lirismo mi fa cadere le braccia, ma il rischio del lirismo vale la candela: questo è da dove vengo. Ed è straordinario.

Gli immigrati – problema, risorsa o vaffanculo agli “altri”?

Da questo articolo apprendiamo che gli immigrati ci costano 100milioni…ma ce ne fruttano 6miliardi e dico 6 e mezzo.

Non che questi discorsi mi piacciano, quasi che l’accoglienza debba essere legata solo alla convenienza – ma lasciamo stare me, pensiamo agli altri, quelli che credono gli immigrati siano tanti quasi quanto gli italiani. E invece siamo “fermi” al 7% della popolazione. Continua a leggere

Il “J’accuse” di Gaye: verso la vetta

Leggendo e facendo ricerche per un’idea che mi ronza in testa da un po’, mi sono imbattuta nel testo di Cheik Tidiane Gaye, “Prendi quello che vuoi, ma lasciami la mia pelle nera”. Continua a leggere

Il vero motivo per cui gli italiani odiano i rom – più degli altri

Ogni tanto, leggendo commenti a cacchio qua e là per blog e quotidiani on line, penso che tutti i “motivi”, veri o frutto di pregiudizio, accampati da chi odia i rom siano un bel paravento.

I rom potrebbero anche rubare. Se non che…
I rom potrebbero anche bere e fumare. Se non che… Continua a leggere