La passività lamentosa e il bianco soggettivo: le nuove categorie della (non) lotta

Vorrei dire una cosa che forse risulterà impopolare – e per questo preciso, per chi non mi conosce, che non c’è niente di più lontano dal mio modo di pensare, dai miei “valori”, dell’impostazione totalmente causativa, all’americana, alla “puoi ottenere tutto quello che vuoi”, “chi s’impegna poi ce la fa”, “i migliori prima o poi emergono”, col conseguente e immancabile corollario “solo gli stupidi e i pigri non ce la fanno e quindi solo tu sei causa del tuo male”.

Eppure, anche l’opposto è altrettanto fuorviante e, in fin dei conti, controproducente. Cerco di spiegarmi con un esempio concreto.
Continua a leggere

Annunci

La strage è ogni giorno

La tristezza di dover ribloggare, identiche, le riflessioni del 2014: anche nel 2015 non si vuole ricordare, ma dimenticare.

CrosScritture

Ma cos’è che di Piazza Loggia, esattamente, non dovremmo dimenticare?

Cosa dovremmo ricordare, cara città che mi tappezzi la vista di striscioni, gigantografie, memoriali e commossi tributi con bambini, fiori e lacrime speranzose che hanno la stessa portata di riflessione politico-sociale di un cuoricino su facebook?

View original post 1.005 altre parole

La strage è ogni giorno

Ma cos’è che di Piazza Loggia, esattamente, non dovremmo dimenticare?

Cosa dovremmo ricordare, cara città che mi tappezzi la vista di striscioni, gigantografie, memoriali e commossi tributi con bambini, fiori e lacrime speranzose che hanno la stessa portata di riflessione politico-sociale di un cuoricino su facebook? Continua a leggere

La faccia delle donne

L’8 marzo è un grande rio con molti affluenti, che l’hanno ingrossato in più di un secolo determinandone la fisionomia, apporto dopo apporto. Quella dell’8 marzo, di faccia, sarebbe così: incazzata, gli occhi pieni di sorpusi visti e subiti, di fatica e esasperazione, la bocca spalancata in un urlo di lotta. Quanto il capitalismo sia riuscito a modificare questa faccia non è che l’ennesima prova della potenza, della capacità di questo sistema socio-economico di assimilare, masticare e risputare fuori disinnescati qualsiasi azione, simbolo e lotta – o quasi. Continua a leggere

Da Giap: “Quello che Cristicchi dimentica. Magazzino 18, gli «italiani brava gente» e le vere larghe intese”

Qualche stralcio dal bel post pubblicato sul blog dei Wu Ming, in cui lo storico Piero Purini recensisce l’imbarazzante “spettacolo” del presunto cantante impegnato Cristicchi – come se nominare questioni spinose a casaccio (i matti, il G8…) volesse dire renderne fuibili le basi, la partenza, al vasto pubblico. Certo ci vogliono spalle ben più larghe per approfondire le questioni che davvero sono ostiche; seguire quelle che destano scalpore e “sensibilizzare” ossia scatenare l’indignazione facile, invece, è un gioco da ragazzi.

Continua a leggere