Analfabeta funzionale ACCCHI?

Ma mi chiedo:

a tutti voi che parlate a ogni pie’ sospinto di analfabeti funzionali;
a tutti voi che blastate gli ignoranti manco fosse la nuova pratica onanistico/compensatoria del millennio;
a tutti voi che elencate, instancabili, le situazioni di degrado umano e civile in cui voi, cavalieri senza macchia e senza paura, v’imbattete ogni giorno;
a tutti voi che fustigate razzisti fascisti nazisti maschilisti cattobigotti no-vax vari, veri o presunti, come se in tema non fosse possibile una posizione SERIA diversa dalla vostra o non fosse proprio “questione di” –

a tutti voi che, soprattutto, lo fate per motivare democraticissime posizioni alla “togliamogli il diritto di voto” o “togliamogli la patria potestà”*…

1. non è mai venuto in mente che, qualora lacune contenutistiche, intellettuali, etiche e morali si fossero effettivamente diffuse nel popolo, l’obiettivo di ogni persona degna dovrebbe essere di eliminare QUESTE, E NON IL POPOLO?
E non si tratta affatto di buonismo, anche perché io non mi porrei proprio nell’attitudine di giudicare: si tratta di obiettivi, di valori, di scopi esistenziali e politici.
Voi, volete blastare la ggente o volete una società di persone sufficientemente critiche (ma questo comporta che possano pure pensarla diversamente da voi)?

No, perché altrimenti vien da pensare che VI PIACCIA, VI SERVA questa situazione: per sentirvi fighi; per prospettare davvero un’oligarchia dei “progressisti”, un orrendo mondo unipensiero; per non confrontarvi col reale che, bene o male, sbagliando o no nel modo e nel senso, esagerando, fraintendendo, gli altri rappresentano; per non essere contrastati nelle vostre opinioni (che magari, occhio, vien fuori che così approfondite non sono – o semplicemente sono contestabili); per sentirvi migliori e tranquilli – senza accorgervi di veicolare, voi, un mondo molto più discriminatorio di quello prospettato dai più ignoranti degli ignoranti.

2. non è mai venuto in mente di fare voi, qualcosa, in proposito?
No, perché vi vedo tutti belli attivi dietro le vostre tastiere, ma quando poi mi capitano in concreto situazioni di effettivo degrado, di discriminazione, di mancanza di rispetto, SILENZIO E DESOLAZIONE.
Per dire: a venir insultata dal cafone di turno che urlando al telefono, ascoltando musica ad alto volume, parlando con uno che sta all’altro lato del treno sfracassa i maroni ad un intero vagone pieno di gente, recentemente, mi ritrovo solo io (che non sono certo un campione di spigliatezza…). Gli altri sbuffano, roteano gli occhi, blastano mentalmente, guardano male (un po’ meno se il casinaro è uno dei nigeriani che vendono cianfrusaglie, altrimenti sei razzista a priori) – e poi nada. Immagino vadano a casa a scrivere un bel post su internet, però.

Confrontarsi con gli altri fa paura, è vero – ma o lo fai, o te ne fai carico in prima persona, o eviti la paraculaggine dell’invocare blastamenti / stracciamenti di schede elettorali / interventi dei servizi sociali.

Perché tu che hai fatto, in proposito? E soprattutto che volevi fare: migliorare le cose per quanto possibile, o mangiarti i pop corn di fronte allo spettacolo del degrado della nostra società, senza accorgerti di esserne, più che partecipe, e per bassi motivi egoistici e compensatori, protagonista?

 

 

* quizzone bonus: perché il blastatore che usa queste frasi potrebbe tranquillamente venir blastato? Personalmente non m’interessa farlo – ma c’è sempre uno più stronzo, “grammar/economical/political nazi” di voi.

 

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