Scavarsi la fossa o uscire dalla fossa: ORA

Io non ho più parole – queste sono le ultime che riesco a esalare.

Vi mentono spudoratamente su dati economici e finanziari (la tutela dei risparmi, ma sapete leggere un grafico?! E vi guardate intorno, o vivete in costa azzurra? E i fantomatici mutui al 20% di interesse?!), ma anche politici (“un Presidente del Consiglio non eletto dal Parlamento”: cioè, davvero? Ma che coraggio!);
Vi dicono in faccia che il vostro voto non conta nulla;
Vi esplicitano, come per bambini piccoli, che ciò che decide tutto sono i mercati, l’UE, la finanza.
E voi, invece di incazzarvi come se vi avessero sputato in faccia, di incazzarvi come vipere perché per la prima volta vi esplicitano (dato che a quanto pare decenni di retorica progressista vi hanno ottenebrato il cervello a suon di amicizia fra popoli 70 anni di pace erasmus e oddio cambiare la moneta in vacanza e la brexit che paura!), dico vi esplicitano che non potete più influire su ciò che conta (la sovranità economica, che vuol dire stato sociale, lavoro, politiche ambientali)…e voi difendete chi lo fa.

 

E lo fate nel 90% dei casi per un problema psicologico vostro, grave come pochi: perché volete sentirvi buoni e progressisti, perché vi fanno schifo Lega e M5S, perché siete turisti della democrazia e la rivendicate solo per chi la pensa come voi.

Vi stanno dando le pale per scavarvi la fossa, a voi e ai vostri figli e ai figli dei vostri figli, e invece di rigettarla al mittente, di riconquistare uno straccio di dignità come comunità nazionale (fatta di italiani e stranieri, di destra e sinistra se ancora significano qualcosa, di giovani e vecchi, di professori e operai, di geni e di stupidi – tutti degni, da Costituzione e da senso morale minimo, di costruirsi una vita personale, familiare, collettiva umana), voi SCAVATE, e ringraziate perché tutto è molto educato, civile, progressista e intellettuale. E vi fa sentire tanto buoni e tranquilli.

Dopo questi giorni convulsi, a confrontarsi, a riportare dati tecnici quando li volete tecnici, e politici se dite che quelli tecnici non contano, e di nuovo tecnici perché quelli politici li prendete come complotti fascio-razzi-grillini, vi direi, a voi che, 10%, ancora non avete capito (perché la mossa di Mattarella ha spinto un’enormità di persone prima timorose e incerte o poco attente a schierarsi), vi direi proprio: ma allora fottetevi, e continuate a scavarvi la fossa da soli.

L’unico dannato problema è che nella vostra fossa trascinate anche me, anche gli altri.

L’unica mia speranza, allora, è che davvero la maggioranza degli italiani abbia aperto gli occhi su una cosa: l’euro non è la fonte di ogni problema; lasciare l’UE non risolverà tutto, e di certo avrà un costo (il costo del restarci è sotto gli occhi di chi li apre, invece)…ma la democrazia come principio politico e la sovranità monetaria come sua realizzazione sono il primo passo, indispensabile, per rimettere in campo misure davvero utili al nostro paese, alla nostra società – e per riconquistare uno straccio di dignità personale, sociale, collettiva. E questo sia che si voglia una società aperta, semichiusa, chiusa; sia che si voglia cose di destra o cose di sinistra (se ha ancora un senso questa distinzione).
Senza questo passo, semplicemente non possiamo più nulla, se non quisquilie ininfluenti, e ci è stato detto in faccia, chiaro e tondo.

 

Se non l’avete capito ora, siete colpevoli, e non meritate niente. Né rispetto, né tanto meno di far la lezione a grillini populisti analfabeti veri o presunti che siano.
Perché voi vi macchiate delle colpe più gravi che io riesca ad immaginare: voi non amate la democrazia; voi non amate il vostro Paese (con tutti i suoi difetti, accidenti!), voi non amate le persone che lo abitano.
Amate solo l’immagine di voi che volete avere, e rifiutate qualsiasi cosa vi porti nel reale: un reale fatto di un Paese impoverito, di una società senza protezioni, di una sanità che cade a pezzi e fa crepare la gente, di una scuola schiava, di un far west finanziario che sta spazzando via lo stato di diritto, la civiltà, ogni principio di eguaglianza e dignità umana.

Io voglio vivere in una società democratica, dove il mio voto conti soprattutto nelle questioni basilari (economia, istruzione, sanità), e che conti come quello di chiunque altro; dove qualsiasi pensiero possa essere espresso, nei limiti nella Costituzione e del rispetto; un Paese in cui sentirmi realizzata, serena, e questo non viene intaccato dal fatto che esistano persone che la pensano diversmente da me, anzi. Io VOGLIO che esistano persone diverse, e non ho nessun bisogno di considerarle analfabete, di dequalificarle: mi basta che abbiano i miei stessi diritti, i miei stessi doveri, i miei stessi limiti.
Democrazia è convivere, dialogare col diverso, non ritenere che esista un solo modo giusto e santo di intendere tutto, e voler convincere gli altri, altrimenti gli altri sono idioti.

Ma questo è possibile nel “campo di gioco” della democrazia: oggi noi stiamo perdendo questo campo, anzi l’abbiamo già perso. E voi siete contenti, lo prendete come una tutela del progressismo, dell’Europa dei sogni che, se mai è esistita nella testa di qualcuno, e forse non lo capite per fortuna personale o proprio perché fino alla morte non vorrete ammetterlo, nel concreto si è trasformata nell’incubo di quasi tutti.

Non mi resta che dirvi: per riconquistare quel campo prezioso, il momento è ora. Ora bisogna scegliere se scavarsi la fossa da soli, o uscirne; ora bisogna schierarsi, come ci si schierò, cattolici comunisti democratici, contro il fascismo. Poi ci si contrapporrà, ci si confronterà, ci si scannerà: ma non ora.

Se invece non capite ora, beh non meritate nulla, se non la fine idiota di seppellirvi da soli.

Solo un’ultima cosa: almeno degnatevi, in questa vostra follia tragicomica, di non tirar giù gli altri che dalla fossa cercano di uscire.

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