Non è un 2+2

Lo sapevo che prima o poi la subdola fregatura, il “clic” dell’asservimento finale sarebbe scattato, e il processo di annientamento di ogni pensiero critico sarebbe stato portato a compimento. Dopo anni di slittamento, di banalizzazione, oggi finalmente ho sentito abbinare esplicitamente il sintagma “rischio di nazifascismo” a quello “contestazione delle istituzioni europee”.
Ora. E’ ovvio che rigurgiti fascisti e nazisti ce ne siano. E mi sembra altrettanto ovvio che connotare qualsiasi cosa come “rischio nazifascista” non aiuti affatto a identificare e combattere proprio questo rischio.
Ma secondariamente c’è un rischio ben maggiore, che pare non passare per la testa che a pochi, o ancora peggio pare che, se passa per la testa di molti altri, sia troppo destabilizzante per chi ci pensa (e allora venga messo via, così, a lato della realtà).

Continua a leggere

Ancora, Camus!

Un amico, qualche tempo fa, mi chiese un’opinione per una lezione: l’argomento era “il razzismo / non razzismo di Camus”.
Questo mi ha portato a riflettere ancora sull’autore che scelsi di approfondire nella mia tesi specialistica, colpita com’ero stata da “L’Etranger”.
E questa, per i camusofili, camusofobi e in generale i curiosi, è la mia risposta: Continua a leggere