Dieci cento mille Valle Verzasca, Arkansas River e Pilzone d’Iseo!

Premessa: io, come sono e cosa voglio, lo dichiaro senza enfasi, ma senza neanche bisogno di benedizioni.

Non ritengo sia la cosa migliore in assoluto, ma ho maturato una idea di me, del mondo, della società con una sua dignità e struttura coerente. Niente di immutabile, ma che muto solo per valide ragioni, non per bisogno di adeguamento o paura del giudizio.

Insomma: se esprimo opinioni, lo faccio per convinzione e discussione, non per l’approvazione a tutti i costi, e di tutti – tantomeno di un mondo di folli con valori di m***a completamente opposti ai miei.

Non me ne frega un c***o di sembrare conservatrice, retrograda, poco cool e al passo coi tempi, seriosa o bacchettona agli occhi di gente che, senza mezzi termini, disprezzo o compatisco a seconda del grado di consapevolezza e di strumenti disponibili.

Se domani per magia potessi decidere i destini del mondo, e mi si proponesse “tutto va avanti come ora” o “DDR”, non avrei dubbio alcuno, messo in conto tutto – e che per qualcuno questo sia un orrore perché “l’Erasmus le libertà la facilità tutti connessi simultaneamente”, non cambia come la penso. Anzi: mi conferma nella mia convinzione.

 

Detto questo, ci sono poche cose che mi fanno inca****e quanto le espropriazioni di territorio, condite con lezioncina sui “tempi che sono cambiati” o su come i trogloditi di turno (in genere gente che vive da dio senza bisogno di avere milanesi fra i piedi, anzi proprio per quello) dovrebbero rendere grazie al signore per qualche “occasione massmediatica”, e imparare ad essere “imprenditori”.

Ma in breve, i fatti: quattro bimbominkia brianzoli fanno un video senza arte né parte, ma con due rudimenti di marketing, su questo posto ameno in Canton Ticino, Valle Verzasca. Con tanto di naming & branding: “LE MALDIVE DI MILANO”. Dimmi te (e non ve lo linko, e non andatevelo a vedere cacchio, e se volete un minimo di bene alla natura incontaminata in Valle Verzasca andateci tra 10 anni, se ancora ci sarà).

Fatto sta che nel giro di qualche giorno l’opera magna fa il giro del webbe, roba da milioni di visualizzazioni, e una valanga di turisti famelici comincia a riversarsi e imperversare, ogni fine settimana, nel piccolo paradiso terrestre.

Ma il bello deve ancora venire: gli abitanti ovviamente si scocciano del turista arrogante, che parcheggia ad minchiam, butta rifiuti ad cazzum, passa il tempo a farsi selfie vomitevoli senza la minima attenzione o interesse per il luogo e le persone che ci vivono. La strafottenza all’ennesima potenza (lacustri, del lago d’Iseo: vi ricorda qualcosa, tutto ciò? Le folle oceaniche che con le unghie e i denti si contendevano un posto sulla passerella? Che alle 4 di notte percorrevano la Valeriana, incantevole via che avevano snobbato fino al giorno prima e che hanno ricominciato a snobbare il giorno dopo, in una annichilente processione di vuoto cosmico neuronale?)

Beh, tornado al Canton Ticino: sapete cosa risponde a queste legittime lamentele il popolo del webbe?

non c’è nulla da fare, IL TICINESE non ha la mentalità IMPRENDITORIALE e, invece di sfruttare la situazione a proprio vantaggio, si lamenta.

Cioè fatemi capire, emerite teste di schifo cosmico: la nonnina, il bambino, gli amici che fino al giorno prima avevano sotto casa cotanta bellezza, libera, serena, accogliente, e che oggi se la ritrovano piena di rifiuti come voi, e dei vostri rifiuti e cani e SUV prepotenti, dovrebbero TUTTI metter su un bel baracchino di bibite o di gadget, per guadagnare la pila e poi, e poi beh: magari andare alle vere Maldive? Ma diavolo, le avrebbero già senza di voi!

Capite, il problema non sono loro: SIETE VOI!

Perché se sostenete simili aberrazioni poi dovete motivarmele – ma prima immedesimatevi, davvero, in queste persone, negli abitanti – voi vivete in un paradiso,tranquillo, dove tutto è in armonia…E non è che avete eretto muraglie per tenervelo solo voi, no: ma cristodidio, non vi va neanche bene, liscio, di vedervelo stuprare sotto gli occhi. 

 

Cerchiamo di essere chiari: io non sono una integralista, non odio il denaro in sé, non credo sia IL problema – ma accidenti, è possibile che per qualcuno invece conti solo quello? E l’emergere? L’essere uno figo che “sfrutta” la situazione “a proprio vantaggio”?

Diavolo, le parole hanno ancora un senso: sfruttare la situazione a proprio vantaggio non può essere un assoluto positivo, ma è un relativo che diventa il negativo, per forza, di qualcun altro.

Quel posto, se qualcuno lo sfrutterà a proprio vantaggio, sarà il peggio, la rovina, la perdita di qualcun’altro – e perdita, ancora, non è solo quella economica.

 

Nessuno nega che il lato economico conti, sia importante – ma lo è in un contesto, in una rete articolata fatta di tante altre cose. E la stella polare di questo insieme di valori, di cose importanti, di priorità, in ogni caso, dovrebbe essere sempre una: la democraticità di ogni azione o misura, la sovranità, ossia la possibilità di esprimersi e contare in qualcosa che ci riguarda, ci tocca da vicino, è nostro non di diritto, ma per frequentazione, contributo, vissuto.

 

La morale (moralizzo, eccome) è che gli abitanti del Canton Ticino sono liberi di essere come diavolo pare a loro – e se rifiutano un turismo di depredazione superficiale, di disinteresse, che è lì ma potrebbe essere ovunque altrove (alle Maldive, appunto), non è in automatico perché sono zotici.

E’ perché hanno altri valori, perché gl’importa di altro, perché fanno vite diverse con altre priorità rispetto alla Milanodabere, come chessò, e per non restare in un ambito così locale, i norvegesi – e comincio a pensare che ai milanesi imbruttiti, ai rampanti aspiranti imprenditori, gli roda il c*#o soprattutto questo. Che altre persone la pensino diversamente, e da questa posizione possa partire una crepa di rimessa in discussione.

 

Non ho altro da dire, e alzo un calice in onore vostro:

viva i cantonticinesi, viva i buzzurri del Colorado che da 20 anni difendono il fiume Arkansas, e viva i pescatori di Pilzone inascoltati da Chisto, che tanto “pago tutto io!” (sì, quello da cui può guadagnare; il resto, azzi nostri).

Dieci cento mille Valle Verzasca, Arkansas River e Pilzone d’Iseo.

Lungi dal dovervi vergognare di qualcosa, dal dover imparare questa “modernità progressista” di una violenza usurpatoria che ogni volta mi costerna, voi e i vostri luoghi sarete sempre, pur con tutti i difetti che potrete avere, un modello di vita di gran lunga preferibile, più profondo e ricco di potenzialità e sviluppo di ogni tipo rispetto ai milanesi o parigini o londinesi o newyorkesi rampanti. Cin cin.

 

 

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