Quelli contro “l’informazione mainstream”

Oggi ero in auto, e per vecchia abitudine mi sintonizzo sull’emittente “antagonista” locale.

C’è la rassegna stampa – peccato, penso, perché so che poco più tardi c’è sempre un programma musicale coi controcavoli. Ma vabbé, non sarà peggio di RaiNews24.

Beh, all’inizio mi fa solo un po’ ridere la cadenza e la conduzione del giovane speaker (o quel che è, ditemi voi, sono una zappa in cultura radiofonica…): sembra Fabio Volo, anche perché ogni due per tre fa battute…cioè se fosse Fabio Volo forse sarebbero battute, invece temo che i sistemi atomizzati e la basilicata di Massenzio siano strafalcioni. Ma vabbé, non è mica facile parlare in radio…

Il punto è che il culmine della rassegna stampa, l’articolo “come sempre lucidissimo e anti-mainstream”, è nientepopòdimenoche…questo: “I muri sbagliati e i vincoli giusto dell’Unione europea”, di Alberto Negri.

Lo speaker legge con tono convinto le argomentazioni…

Siamo al paradosso: da una parte il Parlamento di Strasburgo regolamenta le prassi da attuare nella lotta al terrorismo, dall’altra gli Stati, affondando Schengen e la libera circolazione, disegnano i “loro” confini europei, cioè decidono dove comincia o finisce la stessa Unione.

E io mi chiedo dove sia questo paradosso; spiegatemi perché il fatto che gli Stati decidano insieme una prassi anti-terrorismo dovrebbe comportare che gli stessi abdichino a qualsiasi sovranità sui propri confini.

Ma la lettura continua:

In questo modo, come dimostra l’iniziativa dell’Austria al Brennero, si sgretola la fiducia e la cooperazione tra Stati membri, che è poi la base essenziale per essere efficaci sia nella lotta al terrorismo che nella regolamentazione dei flussi dei migranti.

Ok, il messaggio non poteva arrivare in modo indiretto, ormai ce lo sbattono sul muso forte e chiaro, ce lo vogliono proprio martellare in testa: o Europa o follia, o Unione o caos. Come se, a pochi chilometri da questa stessa Unione Europea lei sì folle e perpetuatrice di follia, non esistessero, nel medesimo momento e impegnati coi medesimi problemi, nazioni che NON sono nell’Unione Europea eppure, MAGIA!, COLLABORANO con la stessa e NON sono invase in maniera incontrollata né da profughi né da jihadisti! Ma come faranno mai, chessò, la Norvegia, o la Svizzera, tutte sole? Semplice: collaborano, fanno accordi, scambiano informazioni. La base essenziale per combattereil terrorismo e gestire l’immigrazione NON E’ l’Unione Europea, ma una coordinazione sensata fra Stati sovrani, non imbrigliati, confusi e “scoordinati” dai pasticci dell’Europa (basti pensare alla regolamentazione del diritto d’asilo).

Ma il “compagno” radiofonico non si ferma davanti a nulla: legge tranquillamente anche il passaggio in cui il giornalista giustifica la necessità di comunicare i dati dei passeggeri di Paesi terzi alle autorità europee (quindi si demanda una gestione di dati sensibili all’UE)…non accorgendosi che lo stesso cade in contraddizione, ricordando come i terroristi che hanno agito a Bruxelles abbiano attraversato indisturbati una mezza dozzina di frontiere.

E passano senza intoppo, fraintesi, “disinnescati” dalla loro carica di critica al reale, anche spunti nodali – i disperati che però vengono sfruttati come manodopera a basso costo quando fa comodo. Ah, ma davvero? E io che credevo che la libertà di circolazione fosse stata adottata dal capitalismo progressista come sua bandiera proprio perché, lungi dall’essere una libertà delle persone, diviene libertà del capitale di sfruttare le zone di provenienza dei migranti, libertà del capitale di opprimere ancora meglio le classi sociali inferiori dei paesi occidentali, libertà del capitale di disporre delle vite oppresse senza più legacci e limiti legislativi o politici nazionali (ah, ma la Nazione è una cosa brutta e cattiva e di destra!); e per i migranti questa libertà è in realtà un obbligo a partire, obbligo a essere sfruttati, obbligo a lasciare i propri cari, obbligo a rischiare la vita, obbligo ad anni torturanti di insicurezza, umiliazioni, burocrazia ladra e assassina!

Io me le aspetto dal compagno queste riflessioni, o un abbozzo cacchio…siamo politicizzati, no? Abbiamo qualche strumento in più, no? E invece no: questi strumenti in più diventano muri da non abbattere, corridoi obbligati del pensiero.

La fine dell’articolo, che viene salmodiato interamente manco fosse Il Capitale, è un capolavoro di savianeria, l’arte di buttare alla cazzo mille dati storici contrastanti in un paragrafo, facendo e disfacendo parallelismi virtuosistici senza alcun senso logico:

Di fronte all’implosione sanguinosa del Levante e alla profonda crisi che coinvolge il Medio Oriente, il Nordafrica e il Sahel, la risposta degli stati europei finora è stata quella dell’ossessione securitaria che sta balcanizzando l’Unione in fortini xenofobi: di questo passo si rischia la stessa fine dell’ex Jugoslavia che cominciò a sgretolarsi proprio in quel fatale 1989 del crollo del Muro di Berlino. Ma tutti allora afferravano come souvenir mattoni da un Muro che, imprevedibilmente, sarebbero serviti a costruirne altri.

…ho la testa rutilante di risposte sarcastiche! Ad esempio: appunto! Proprio eventi come la guerra nei Balcani avrebbero dovuto insegnarci che non si può sovrapporre un’idea, un’economia, un insieme di decisioni al dialogo fra i popoli, alla loro volontà. E’ proprio l’unione fatta in questo modo, è ignorare il passaggio politico che porta ai disastri, agli odi razziali, ai pregiudizi…ma non è qualcosa di irrazionale. La sovranità di un popolo non è un retaggio ottocentesco, un egoismo, una chiusura al mondo: è la sua identitàciò che ha passato, ciò che ha sbagliato, anche. Ovviamente non è un dato immutabile, ma non lo si può modificare senza dialogo, e senza contare che questa identità una sua funzionalità, delle soluzioni le ha pure trovate.

Ma non voglio divagare, è un argomento troppo vasto e il punto del mio breve post è un altro…

Infatti, soddisfatto il giovane speaker conclude: “incredibile, davvero incredibile trovare un’analisi simile sul sole 24 ore: lucida, che ci aiuta a superare la visione mainstream egoista e razzista”.

Allora. “Il sole 24 ore” è il giornale degli industriali. Gli industriali sono brutti e cattivi, ma sono solitamente piuttosto concreti. Perché hanno un solo interesse: il loro. Per questo, non si permettono troppe giravolte virtuosistiche del pensiero, e non hanno bisogno di costruirsi molti tabù ideoligici. Dalla loro hanno la forza, il potere, e la loro unica ideologia è guadagnare di più. Per farlo devono capire bene cosa succede nella realtà, economica ma ovviamente anche politica. Quindi, spesso dicono la verità – di sicuro per scopi opposti alle classi oppresse, ma lo fanno. Tant’è che molto spesso si trovano davvero sul “Sole 24 ore” articoli lucidi, documentati, soprattuto com’è ovvio in tema di economia.

Il punto è che il compagno speaker ha beccato un articolo che è tutto meno che “anti-mainstream” – non fa che ripetere, infatti, quello che da 20 anni e recentemente sempre di più tutti i media ci ripetono: serve più Europa, non c’è alternativa, le sfide della modernità sono troppo grandi per Stati piccoli, le Nazioni sono un lascito retrogrado e reazionario della storia, chi parla di Nazione ha motivazioni egoistiche, si deve andare avanti e non indietro, avanti è l’Unione, senza l’Euro sarebbe stata una crisi peggiore, senza l’Unione saremmo invasi dall’Isis. Esempi ce ne sono a bizzeffe, anzi è una vera cappa propagandistica quella in cui siamo immersi, che ci ha cresciuti, martellandoci in testa Europa-bella, Europa-progresso, Europa-civile, è l’Europa che ci ha permesso di andare in Erasmus, è l’Europa l’unica salvezza – fin da piccoli, e metto solo questo articolo che altrimenti facciamo notte: “Europa accuata di lavaggio del cervello sui bambini inglesi“.

E invece c’è tutto un universo, un arcobaleno di discorsi, analisi, argomentazioni fondate che si potrebbero sciogliere – se non suo quotidiano di Confinustria, quantomeno in una radio “antagonista”.

Il paradosso, insomma, non mi sembra proprio che alcuni Stati cerchino, pur mantenendo una collaborazione con altri Stati dell’Unione o non dell’Unione, come d’altronde han sempre fatto, di esercitare una residua sovranità nazionale che consenta loro quantomeno di decidere delle sorti dei propri cittadini (il che, è ovvio, non significa che decidano bene – ma almeno decidono in un contesto con leggi, istituzioni, pratiche derivate da battaglie, da processi storici, e ancora sottomesse al vaglio popolare…o forse tutto ciò è già irrimediabilmente perso, non so, ma so di certo che l’Unione non aiuta, anzi è la causa principale di questa perdita di quialsiasi potere politico dei singoli cittadini).

Il paradosso mi sembra piuttosto questo: che una radio “antagonista” scelga dal giornale di Confindustria non un pezzo “tecnico”, solido, ma un articolo che più mainstream non si può, e lo faccia ripetere a pappagallo a un giovane speaker, che come unica prova di “senso critico” commenta: “Negri lucidissimo come sempre, è bello leggere un’analisi così contraria alla visione mainstream!”

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...