Rubò un melone nel parco del padrone: nient’altro

Mauro Biani e “Il Manifesto” si stanno facendo odiare. Sembrano capaci di snaturare tutto, tipo che leggi e dici “ma che c’entra?!”. Sembra solo a me?

Ad esempio, è vero che conoscere la storia può fornire schemi per comprendere il presente…ma se tu appicchi schemi a caso a qualsiasi cosa accada, non starai magari svuotando di senso gli eventi a cui ti richiami e applicando a quelli presenti, più che una lente che aiuti a capire, un filtro che deforma? Continua a leggere

La speranza è l’ultima a morire – ma non ditemi che ha una bella cera

Io credo che abbiamo perso tutti il lume della ragione.

Di che parlo? Beh, inquadriamo il punto che in questi mesi mi sta rodendo la testa come un tarlo, la questione sulla quale non riesco a far luce, ma della quale, al tempo stesso, vedo bene i fraintendimenti e le strumentalizzazioni: profughi, libertà di circolazione, appelli all’unione Europea per asilo europeo o permesso europeo.

Ecco, il problema è che io sono del tutto, per tutto, in tutto dalla parte dei migranti. Lo sono sempre stata, naturalmente e poi criticamente. Dico “il problema” perché non posso non vedere che la situazione attuale ci impedisce, letteralmente, di fare qualcosa di buono per i migranti, e per noi. Perché per me le due cose, sempre, devono stare insieme, parallele – altrimenti è falsità, è qualcosa di totalmente antipolitico e antitrasformativo. Ma non è il post giusto.

Quello che vedo, in sostanza, è che in questo contesto, cioè in questa UE, con queste pressioni, questi trattati, questa banalizzazione del discorso, lottare per la libertà di circolazione può trasformarsi solo in lotta per il libero sfruttamento degli individui, europei o migranti che siano.

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Restiamo umani, restiamolo intelligentemente – Ancora su profughi, Germania e strumentalizzazione pericolosa dei buoni sentimenti

Le immagini dell’arrivo dei profughi in Germania hanno colpito tutti. Non so a quanti, però, sia salito parallelo alla commozione anche un certo sentore, un “hm hm” di fastidioso sospetto. E tutti quegli uomini e donne, ragazzi e ragazze così altruisti, impegnati nel trasbordo dei migranti da un Paese all’altro, a proprie spese e a proprio rischio…come possono non essere qualcosa di importante, di positivo e umano? Un cambiamento, comunque sia, rispetto al razzismo di Stato, alla xenofobia più bestiale. Continua a leggere

Europa, confini, migrazioni: provarci, almeno, a ragionare

In questi ultimi anni gli sconvolgimenti storici, politici, culturali sono stati grandi. E le trappole disseminate nei discorsi, nei messaggi, nelle immagini ancora più grandi.
Personalmente mi sono sentita sballotata e risucchiata in questo marasma di emotività fuori controllo, di principi assoluti e svuotati, di dictat progressisti…e ho perso la voce, ho perso i punti fermi che avevo costruito smantellandone altri.
L’Europa, i confini, le migrazioni: sembra impossibile capire davvero cosa stia accadendo, e farsi una visione delle cose realista, fondata, base per un percorso di idee, di lotta, di trasformazione.
Ci si sente, spesso, profondamente soli, ognuno a modo proprio, se non ci si riconosce nel roboante mondo attorno, che prende alla pancia e alla gola e impedisce di pensare. Perché pensare, ragionare, considerare, è la partenza inevitabile, indispensabile. E pensare non è una rinuncia all’emotività, ad un senso morale utili poi nella costruzione del percorso; tuttavia, bisogna rendersene conto fino in fondo, l’emotività senza gli argini di un pensiero critico diventa solo impulso, in quanto tale strumentalizzabile, manovrabile, e pericoloso.

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