“Da te solo a tutto il mondo” – lezioni italiane di J. Diamond

E’ uscito da poco l’ultimo testo di Jared Diamond, biologo, ornitologo e fisiologo statunitense. Ho estrapolato dalla recensione su Globalist i punti a mio parere più interessanti (l’articolo completo è qui).

Giudichiamo di solito negativamente l’imperial-colonialismo per diverse, ottime, ragioni. Ma tra queste, ci interessa notare il principio di distorsione. Ogniqualvolta qualcuno che si ritiene maggiormente sviluppato, occupa per un certo periodo la terra di qualcun’altro che subisce l’occupazione, distorce irrimediabilmente lo sviluppo naturale di quest’ultimo […].

L’imperial-colonialismo (ma anche una costante pressione diretta o indiretta senza necessariamente sbarcare soldati e coloni) è una poliomielite che una volta contratta, debilita l’organismo ed il suo sviluppo irrimediabilmente, così come uno stupro nell’infanzia o nell’adolescenza.

Nel lungo periodo, questa distorsione dell’altrui sviluppo, distorsione che si è operata per ottenere un vantaggio egoista, presenta il conto. Anti-occidentalismo, terrorismo, migrazioni ingestibili, instabilità permanente, bellicosità ribellista, diffusione di reazioni integraliste ed altre strane ideologie, fragilità istituzionale congenita, élite corrotte ed asservite che tradiscono l’interesse nazionale, disorientamento culturale e perdita di autonomia, sono l’effetto indesiderato dell’essersi approfittati dell’altrui corpo geo-storico. […]

Secondo l’ideologia occidental-anglosassone è severamente vietato metter mano ai naturali principi di autorganizzazione del mercato perché se ne distorce fatalmente la dinamica (Hayek) ma non si danno pari prescrizioni per il metter mano ai principi di autorganizzazione che governano lo sviluppo degli altri popoli. Anzi, con palese disonestà scientifica, si occulta palesemente che sono poi questi secondi a rendere così mirabile l’apparente funzionamento del “miracolo del mercato” di cui l’Occidente ha lungamente beneficiato.Tra divieto alla manipolazione e turbamento del mercato e divieto alla manipolazione e turbamento dell’altrui dinamica evolutiva, potremmo cominciare a sintetizzare un principio generale, quello per i quale quando gli uomini intervengono manipolando sistemi molto complessi fanno danni. […]

Diamond conclude la sua chiacchierata proponendo di adottare un principio appreso nei suo soggiorni in Nuova Guinea a contatto con la saggezza indigena: la paranoia costruttiva. […] Ogni gesto dell’uomo dovrebbe prendere in considerazione le conseguenze future delle sue scelte e dei suoi atti. Si tratta di un principio restrittivo, di una limitazione preventiva della libertà assoluta priva cioè di ogni condizionamento, invocata dalla logica neoliberale. […]

L’osso del principio è che nessun atto è privo di conseguenze, queste non sono lineari; quindi, si consiglia di accoppiare prudenza e miglioramento della calcolabilità preventiva per uniformare l’azione al contesto. Ma anche, sul piano logico, sottomettere questa calcolabilità ad una etica più universale dell’egoismo personale.

[…] L’imperativo della logica individualistica (utilitaria) a base del sistema sociale ordinato dall’economia di mercato recita “Agisci in modo tale da ottenere i migliori benefici per te, ora”. Nella differenza tra un logica che prevede il nostro contesto ed il tempo a venire (tutto il mondo) ed una che prevede solo Io e l’adesso (te solo), si gioca la differenza tra l’adattamento al mondo complesso o il provocare reazioni che potrebbero annientarci. Registrare questa relazione tra il “te solo” ed il “tutto il mondo”, tra Io e Mondo, è uno dei problemi della complessità di cui noi qui ci occupiamo”

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