La gente & i soldi

La cosa che mi fa morire è che la ggente sia convinta, o finga di essere convinta, che i 12 milioni di riscatto, se fossero rimasti in Italia, sarebbero stati destinati a bambini con la leucemia, gattini azzoppati, anziani ciechi e tanto buoni e chi più ne ha più ne metta.

Certo: i tagli, soprattutto degli ultimi anni, a quella roba obsoleta, retrograda, chiamata stato sociale, stanno lì a dimostrarlo.

Non hanno ancora capito: i loro soldi non sono loro. Per quanto si affannino, si ammazzino di lavoro o per “emergere”, non saranno mai liberi.

Perché questo sistema è, scusate in francesismo, un c***o in c**o molto più grosso e incavicchiato di quanto sarebbe mai stato qualsiasi degenerazione del comunismo.

Perché questo sistema, mi piacerebbe dire alla ggente, è una pacchia di possibilità solo per chi sta lassù, sulla vetta – e no, voi non ci arriverete MAI! Il principio di tutto è proprio che ci sia un immenso squilibro, una marea di gente a crepare e una vetta sempre più piccola, con pochi padroni e sotto i servi e i servi dei servi e i servi dei servi dei servi.

Quindi non me ne frega neanche se ‘ste due ragazze siano state ingenue, siano in gamba, fanatiche o meno, perché è del tutto indifferente la fine che quei cazzo di 12 milioni, se ci sono stati, avrebbero fatto – discuterne è una masturbazione da tastiera, un diversivo, un ronzio nelle orecchie dei potenti.

Ed è, credimi la ggente, l’ultimo degli ultimi tuoi problemi.

Perché? Beh, cattiva coi più indifesi; incarognita, accanita con chi prova, sbaglia, riprova e si contrappone; impaziente di mettere alla gogna chi avanza dubbi, alternative, prospettive; spocchiosa meno ne sa (e meno ne vuole sapere); prona ai più facili condizionamenti e maliziosa, rabbiosa con chi se ne sottrae; sproloquiante, come sotto chiamata divina, su ogni deviazione dall’orizzonte prescritto; insofferente alle sofferenze altrui perché incapace di concepisce come “altrui” altri oltre mamma fidanzata amante segreta pargoli e cane; vaneggiante della propria libertà suprema in un buco di culo di casa/ufficio/parrocchia, di piccolo paese o di grande città: la gente è orrenda, punto.

Non è snobismo. E’ che, se l’essere umano è sia divino che diabolico, l’orrore non è tutto uguale. Questo è un fatto.So bene che non aiutano la mancanza e l’univocità di mezzi economici, intellettuali, culturali, sociali che ognuno ha a disposizione per “gestire” e trasformarlo, il proprio orrore e l’universo bene/male dentro – ma ad un certo punto uno contro la realtà che sono gli altri, gli altri nelle miliardi di verità che portano, ci sbatte comunque il naso, anche a non volerlo. E a quel punto non si può più, in nessun caso, dichiararsi incolpevoli, incoscienti, impreparati. Gli altri esistono, esisteranno: che siano l’inferno o no, sono ciò che è, e noi siamo ciò che siamo nella relazione con gli altri.

Tutto questo per dire: voi, che fate discorsi di una bassezza e meschinità sconcertante non solo sulle due cooperanti, ma su migranti, politica, libertà; voi che in treno, per strada, al ristorante, spavaldi, fate discorsi che rivelano un approfondimento culturale spesso come una velina e hanno il raggio intellettuale di uno schizzo di pisciata…beh voi meritate solo scherno e, possibilmente, una forma qualsiasi di specchio nel quale vedere finalmente la vostra pochezza. E chissà che vi evolviate pure.

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