Giovani scansafatiche e borghesucci sempre più piccoli

Eh sì, a sentire alcuni miei contatti facebook i giovani italiani non han proprio voglia di lavorare. Piuttosto se ne stanno a casa, così prendono millemilamiliardi di euro di fantomatiche pensioni / cassintegrazioni /mobilità (parliamone alla cazzo che tanto è tutto un minestrone). Lo dice un puntuale, equilibrato, approfondito, polifonico articolo de “L’Espresso” che si sono letti: Lavoro, cercasi giovani laureati. Ma nessuno si presenta.

Peccato che queste fantasmagoriche, allettantissime offerte si traducano in una cosa sola: sfruttamento fine a sé stesso, ossia al profitto dell’impresa. Come? Beh, basta uno “stage” di formazione precedente al contratto – no, non serve sul serio a formare te, laureato in ingegneria, nel tuo nuovo orizzonte lavorativo, ossia marketing e vendita alla cazzo, ma a farti lavorare senza pagarti, e poi assumere un altro laureato coglione che si fa stritolare. E poi un altro, e poi un altro. No, non è un’opinione: è un fatto. Chi non ha canali preferenziali, tutele, garanti è carne da macello.

A me non stupisce, però, che chi vive ormai una vita radicalmente diversa dal proletariato e sottoproletariato odierni non si renda conto della realtà che vive questa classe sociale – ad esempio, il non poter stare un anno in “stage” a zero stipendio. No, certa gente, meraviglia delle meraviglie, non è nelle condizioni neanche di “investire”, “piegare la gobba in vista di”, “impegnarsi mettendo del proprio”: proprio cosa?
Mi stupisce invece che i borghesucci arricchiti, i signor misonfattodasolo (stocazzo), si sentano puntualmente chiamati a spandere giudizi su queste situazioni. Di cui si disinteressano e fan mostra di disinteressarsi abitualmente, perché la politica è da veterocomunisti – salvo poi bollare come cazzate le analisi precise, in merito, di chi a queste situazioni dedica la vita.
Non si può parlare di ‘ste cose per sport, non sono chiacchiere da bar o boutade da lanciare per far demagogia.
Un bel confronto, esplicito, sui temi, in merito no eh?

Chiariamo I: io non ho un Nobel in economia, né se esistesse in sociologia o scienze politiche. Ma studiare ciò che accade oggi nella società è quello che, con vari mezzi e modi fra cui la scrittura, faccio di primo lavoro – in quanto a passione, di secondo – in quando a tempo. Non vuol dire che detengo la verità suprema, ma che mi faccio le basi per aprire un confronto – ossia, sarei in grado di dialogare e a nuovi dati, nuovi punti di vista, di colmare le mie lacune. Ho forti dubbi che lo stesso si possa dire di altri.

Chiariamo II: perché tengo certi contatti fra gli amici di facebook? Masochismo da tastiera? Necessità di fonti d’incazzatura disponibili? Nada, niente di tutto ciò. Io voglio avere ben presente che faccia ha il nemico – il nemico può essere il vicino di casa, il tizio del treno, quello che collabora col tuo ufficio. E’ dignitoso, spiritoso, spigliato. Veste bene, magari senza eccessi. Posta le foto dei figli, senza esagerare. Non ostenta, non è violento. Fa sport. Eppure, è lui che domani, quando succederà quel che deve succedere, ti tradirà; è lui che condiziona oggi l’andamento della società, che vota il solito amalgama demo-catto-affarista, magari lucidato alla Renzi, o prima alla Monti; è lui che domani voterà editti anti-povero, che arriverà a compiere il peggio del peggio. Non perché è più cattivo di te, no; semplicemente, perché ha molto da perdere. Tutto il suo mondo, incompatibile con quello che voglio io: un mondo di uguali. Brrrr, trema il nemico!

Qua, qualche commento all’articolo – che magari si possono anche ascoltare, ‘sti fetentoni di giovani, no?

“Ah quindi dei neolaureati, probabilmente in Ingegneria delle Telecomunicazioni, che hanno studiato 5 anni con la passione di progettare e costruire sistemi avanzati di telecomunicazioni, non hanno risposto all’offerta di lavoro di un’importante azienda di telecomunicazioni come la Tre (H3G), nel settore commerciale. Cioè, venditori porta a porta. Ah. Beh strano eh. Quando mancano notizie, un articolo sui mammoni ci sta sempre bene eh…”


 “Non ho mai trovato un lavoro da venditore alla prima esperienza con un fisso da mille euro più tutti i benefit di cui parla l’articolo. Conosco un ragazzo che vendeva un famoso aspirapolvere che era venuto a presentarlo pure a casa mia e poi ci aveva chiesto di dargli almeno un’offerta per la benzina altrimenti coi soldi che gli davano non ci sarebbe mai stato dentro”


 “Un contratto di apprendistato (lavoro semplice per dei… laureati) è sempre visto come un “non lavoro” e probabilmente lo è. Non mi scandalizzo: le persone contattate hanno un cervello, occhi e orecchi. E’ vero che oggi molti si sentono con il cappio al collo e devono accettare di tutto, ma è anche vero che accettando di tutto significa “uscire” quasi sempre definitivamente dalle proprie aspirazioni (si dimentica presto anche la propria preparazione professionale), buttando anni di studi e soldi. Il primo lavoro, lo dico sempre agli studenti miei, indirizza la vostra vita professionale nel bene e nel male. Il meglio è nemico del bene, ma spesso il poco è peggio del niente…”


 “Ah sì? Come dovrei commentare io, laureata, che ogni giorno mi candido a offerte di lavoro e mi presento a tutti i colloqui a cui mi convocano questo INSULTO? Non ho mai visto offrire ad un neolaureato tutti questi benefit di cui parla l’articolo.. di solito ti offrono un fisso da fame e provvigioni.. il resto ce lo metti tu.. Poi mi presento a colloqui dove senza alcuna vergogna ti offrono stage a 400 Euro al mese senza nemmeno i ticket (caspita che grande voglia di investire sulle giovani risorse!!) senza nemmeno la prospettiva di assunzione però ti dicono che tu comunque per tutto il periodo dello stage non li devi lasciare.. Cioè non mi garantisci niente e io devo garantire qualcosa a te?? Che bellezza, già mi viene voglia di iniziare a lavorare (fare la schiava?) per te domani. Per poi non parlare di quelli che ti che ti assumono e poi puff..spariti… Basta prendere per il culo…”


 “560 cv inviati… 1 tirocinio che non è nemmeno diventato un rapporto di lavoro stabile od a tempo determinato dopo, perchè a chi conviene pagare qualcuno quando può ricevere un altro tirocinante ed un altro ed un altro…. all’infinito? chi è che applica i limiti di n° di tirocini consecutivi?! hahahaha nessuno. I tirocini riempiono le poche occasioni di lavoro che potrebbero essere rapporti di lavoro stabile a vita =  reddito = consumi”.


 “Che servizio pensa di dare la giornalista con questo tipo di articolo? Perché non scrive sul fatto che gli annunci di lavoro in Italia sono sprovvisti degli elementi base per valutarne la bontà come il RAL e il tipo di contratto che non vengono mai indicati? Gli annunci che si trovano sul sito della Execo citata nell’articolo sono tutti molto generici, un’altro esempio di questa cattiva abitudine delle aziende selezionatrici è riportato nell’articolo quando si parla del caso della Gch Consulting. Ci vuol del coraggio o meglio della faccia tosta a definire come “lavoro non banale” per il quale ci si aspettava “la fila di giovani interessati all’offerta” un semplice lavoro porta a porta per vendere dei contratti di telefonia, simile a quello fatto da tanti altri ragazzi che suonano i campanelli di casa per stipulare contratti della luce o del gas”.


 “In questi casi mi piacerebbe sentire la versione di chi ha rifiutato, perché di solito fra come gli imprenditori presentano e raccontano le loro offerte e la realtà fattuale c’è un abisso. Come il proprietario di una azienda con cui collaboro, che si lamentava che nessuno volesse andare a lavorare come praticante per lui, quando, conti alla mano, con lo stipendio temporaneo e il tipo di contratto ti assumevi grossi rischi (a parte niente ferie e orari 24h/24 come ormai consuetudine, zero coperture assicurative) e i costi più importanti non venivano rimborsati. Ho come la percezione che chi ha tanti soldi non si renda conto del reale costo della vita, non comprendono la differenza fra 800 euro o 8000. Però ne offrono 800”.


“Sbattersi per guadagnare 500 € se si è stati bravi e spenderne 600 di benzina auto del papi ovviamente. E ci vuole la laurea ??? Si chiama sfruttamento di disperati non lavoro. Chissà perchè c’è sempre richiesta di Family Banker Mediolanum; venditori di servizi telefonici e pay tv; assicuratori a provvigioni ecc… Metterei il giornalista che ha scritto queste cazzate a vendere abbonamenti H3G 1 mese al cc. Orio Center per provare se è proprio così vero che non abbiamo voglia di lavorare”.


“Più che altro c’è da chiedersi come mai una startup di selezione di risorse umane come Execo, fondata l’anno scorso e attiva solo da un paio di mesi, ottenga uno spazio così rilevante in un articolo de l’Espresso. Convincere gli italiani che il lavoro c’è ma che sono i disoccupati a non voler lavorare è un obiettivo fondamentale di una società di selezione, in modo da sviare l’opinione pubblica dalle condizioni di puro sfruttamento che vengono generalmente offerte ai neolaureati in Italia. Come minimo, la giornalista avrebbe dovuto intervistare anche qualcuno dei giovani che hanno rifiutato per dare conto del loro punto di vista. Noto tra l’altro che non un solo annuncio tra quelli citati viene linkato o almeno citato letteralmente nell’articolo. Sono sicuro che potendolo visionare saprei dire con certezza perchè quasi nessuno si è presentato, ammesso e non concesso che il tutto sia vero”.


“Il solito articolo del piffero come 1000  tirato insieme con approssimazione Ma che lavoro sarà battere le piccole e medie imprese offrendo contratti telefonici? O olio d’oliva o spazzole per aspirapolvere? Se l’illuminato giornalista vuole gli mando  certi contratti allucinanti: docenti assunti  per 4 ore che devono essere in aula mezz’ora prima, non possono uscire per la pausa caffè altrimenti se ci sono danni alle apparecchiature d’aula si impegnano a ripagarli, ecc… Un’offerta per un medico specializzato da parte di un’ASL a 12 euro lordi all’ora. Al netto delle tasse facciamo 1 euro/visita. Chi affiderebbe la propria vita a un medico che vi visita per 1 euro? E così via. Posso dimostrare di ditte che assumono per tre mesi, non pagano, lasciano a casa a ricominciano con nuovi annunci…Perfino il Giornalista capirà perchè i concorsi pubblici non vanno certo deserti e questi sì..”


“Gli annunci sulla posizione non risultano più disponibili, e le informazioni residue non contengono alcun riferimento al contratto. Tra l’altro: la retribuzione e i benefit indicati sono immediati o verrebbero riconosciuti solo dopo qualche periodo e a qualche condizione (è noto che la mortalità dei Sales Account è elevatissima)? E parlando di “contratto di apprendistato”, ritengo scontato che non sia richiesta l’apertura di una partita IVA, ma visto l’ambiente sarebbe bene esplicitarlo. Sulle altre interviste per presunte posizioni, poi non si fa alcun riferimento alle condizioni contrattuali. Purtroppo, a questo livello di vaghezza, l’articolo non esce dal solito livello di leggenda metropolitana tipico del settore”.
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