Giovani scansafatiche e borghesucci sempre più piccoli

Eh sì, a sentire alcuni miei contatti facebook i giovani italiani non han proprio voglia di lavorare. Piuttosto se ne stanno a casa, così prendono millemilamiliardi di euro di fantomatiche pensioni / cassintegrazioni /mobilità (parliamone alla cazzo che tanto è tutto un minestrone). Lo dice un puntuale, equilibrato, approfondito, polifonico articolo de “L’Espresso” che si sono letti: Lavoro, cercasi giovani laureati. Ma nessuno si presenta. Continua a leggere

Per una scrittura della verità – Gabriella Kuruvilla (post in evoluzione)

[Questo post sarà per un po’ in evoluzione. Così è, altrimenti non vedrà mai la luce].

Per traversie che non sto a ricostruire, stavo facendo ricerche sulla cosiddetta letteratura della migrazione [qui un accenno su una delle opere “indagate”]. Quando mi trovai fra le mani E’ la vita, dolcezza di Gabriella Kuruvilla, pensai una sola cosa: “Finalmente!”. Continua a leggere

Schiavi piccoli piccoli contro “il fancazzismo di chi sciopera”

Oggi, con pratiche e norme di violenza classista sempre più folli, lo sciopero è troppo poco, un solletico al culo dei padroni.

Eppure c’è chi se la prende per i disagi di oggi / o forse, è principalmente per la complicità di questi schiavi piccoli piccoli che siamo a ‘sto punto.

Perché per questi Einstein dell’analisi politico-economica,  il grande problema di oggi è la gente che sciopera un giorno, un misero pidocchioso giorno nella loro serie di giorni di schifolavoro, non chi crea e sguazza in una situazione economico-sociale da anni ’30.  Continua a leggere

Senza reddito e casa, chi sta male è sol@!

La terribile verità è che la fine del 900 ha tracimato anche quel tessuto sociale solidale di riferimento che un tempo è stato la salvezza. Oggi regna sovrana la legge per cui ognuno pensa solo a tenersi stretto ciò che ha, fosse pure una piccola cosa. Continua a leggere

Piuttosto NO

Una premessa: è vero che la lingua cambia, ma la lingua può cambiare in tanti modi, direzioni e sensi.
Può cambiare male.
E non solo da un punto di vista estetico, o di senso. Può persino peggiorare in quanto a intelleggibilità.

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