La bomba in mano

Io non mi stupisco che ci sia stato un Kabobo.

Mi stupisco che non ce ne siano a centinaia, a migliaia.

Per fortuna, dite voi.

Col cazzo, dico io: non mi piace affidarmi alla fortuna, se ho una bomba in mano.

E la bomba, la variabile che “non dovrebbe esserci”, non sono gli stranieri: siete voi che dite “per fortuna” e non vi schierate.

L’immigrazione selvaggia o meno è inevitabile – importa poco che voi la vediate come un fenomeno storico oggettivo o come un’apocalisse. Ciò che è invece evitabile è la divaricazione estrema delle condizioni di vita.

Non sto diventando improvvisamente ottimista, non  spero in un senso umano evidentemente inesistente in persone che inneggiano al rogo di campi rom e poi postano stracazzo di cagnolini e bambini e cuoricini – sbatto semplicemente sotto il loro naso cosa accade in una società che crea condizioni di vita da film horror (sì, sono passata al loro, e come si può capire a voi che non vi schierate vi schifo e poi apro alla discussione – loro invece li odio con tutta la mia intelligenza e il mio grande cuore e non aspiro ad altro che a sbatter loro sotto il naso le evidenze lampanti).

E, dicevo, cosa accade in una società che crea condizioni di vita da film horror? Quella società SCOPPIA.

Abbiamo tutti una bomba in mano.

I migranti, scolpitevelo in testa, vivono accanto a voi in condizioni da film horror.

Vivono come neanche 100 anni fa.

Vivono nel terrore senza aver fatto niente – un terrore, una criminalizzazione, una de-umanizzazione che neanche un criminale si meriterebbe.

Vivono in una costante, tenace aria velenosa, fra occhiate abrasive, frasi come pugni e furti di diritti.

Diritti non è una parola vuota o un retaggio ideologico: vuol dire medico, vuol dire scuola, vuol dire lavoro.

Diritti vuol dire non essere inculati a sangue.

Migliaia e migliaia e migliaia di euro, questo pagani i migranti per “regolarizzazioni” che regolarizzano solo le tasche della mafia dei permessi: Stato, arraffoni della peggior sorta, avvocati e altri bei professionisti senza scrupoli, ma anche rispettabili vecchine leghiste. Col cazzo che glielo diamo il permesso – sennò come li ricattiamo? Ci sarà un motivo se i migranti ci costano milioni, ma ci rendono miliardi.

Ho avuto amici che son dovuti scappare di notte – da tutto questo, dall’immagine merdosa, umanamente inumana che gli era stata premuta addosso.

Ho amici che mi chiamano da lontano e non è un capriccio pensare: perché non siamo insieme?

Ho amici a cui un parente malato ha fatto forza, non tornare, stai lì, prendi il permesso.

Ho amici che vengono distrutti dentro ogni giorno, mangiati, raschiati.

Ho amici che vivono in un continuo incubo a caccia della scappatoia, e poi di un’altra sempre più costosa, e poi tutto sfuma, e poi una nuova operazione di rastrellamento, e le retate, e gl’insulti, e la paura, la solitudine…

Riuscite ad immaginare tutto ciò? Voi, che generalmente vi cacate sotto a stare qualche giorno soli senza fidanzato mamma nonna amici?

Converrete: un solo Kabobo è a dir poco incredibile.

 

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