#NoStigmaDepressione: sono depresso e non ho mai ucciso nessuno!

Di depressione psicologica, depressione sociale e voglia, comunque, di vivere.

Al di là del Buco

Ciao,

ho letto questo e volevo raccontare la mia esperienza. Sono depresso da almeno cinque anni e non mi è mai venuto in mente di uccidere nessuno. Non credo di essere un uomo molesto. Non vado sui social network per sfogare la mia frustrazione e passo le mie giornate senza che abbiano un grande significato.

Cos’è essere depresso per me? E’ restare a macerarsi ossessivamente sull’idea di farla finita perché pensi che la tua morte potrebbe risolvere molte cose. Potresti smettere di preoccuparti, di dover aspettare da un momento all’altro qualcuno che esige il pagamento dei debiti e ti pignora tutto. Potresti smettere di sentirti di peso mentre vedi tua moglie e addirittura tua figlia farsi in quattro per tirare avanti. Potresti smettere di piangere e guardare un muro bianco mentre ti sfinisci di seghe. Potresti dormire, finalmente.

Ma un depresso non è una persona senza coscienza e non è nulla…

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5 thoughts on “#NoStigmaDepressione: sono depresso e non ho mai ucciso nessuno!

      • Per questo ho introdotto il post parlando di “depressione sociale”. Non bisogna pensare sia fatalità, una dura legge di natura che un uomo di mezz’età perda il lavoro e non possa trovarne uno nuovo, anche adattandosi. Credo questa storia abbia due messaggi: la depressione non è un mostro tragico e “fuori dalle circostanze”, una tara che colpisce completamente e rende chi ce l’ha un decerebrato capace di qualsiasi aberrazione; la depressione è quasi certa nelle situazioni che si producono nella nostra società, in cui veniamo abituati ad essere causativi, competitivi e “meritocratici” nella convinzione che la volontà possa tutto. Col cazzo, la volontà singola non può niente in certe stritolanti condizioni. E non è una tara né una fatalità: è lo stato di cose ricercato e ottenuto da un lucido sistema socio-economico.

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      • io invece credo che la competizione se sana non sia un male in sè e nemmeno la “meritocrazia”..bisogna vedere che si intende però

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