Da Giap: “Quello che Cristicchi dimentica. Magazzino 18, gli «italiani brava gente» e le vere larghe intese”

Qualche stralcio dal bel post pubblicato sul blog dei Wu Ming, in cui lo storico Piero Purini recensisce l’imbarazzante “spettacolo” del presunto cantante impegnato Cristicchi – come se nominare questioni spinose a casaccio (i matti, il G8…) volesse dire renderne fuibili le basi, la partenza, al vasto pubblico. Certo ci vogliono spalle ben più larghe per approfondire le questioni che davvero sono ostiche; seguire quelle che destano scalpore e “sensibilizzare” ossia scatenare l’indignazione facile, invece, è un gioco da ragazzi.

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Scrivere di boxe

Un bel post su scrittura, vita e boxe.

dario torromeo

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IL PUGILE è ballerino e attore. Mette in gioco fisicità, individualità, totale coinvolgimento di mente e di corpo; esplora i limiti della resistenza, va a caccia di una soglia del sacrificio da alzare sempre di più. Trasporta sul palcoscenico del ring il racconto drammatico di tutto quello che ha vissuto prima, di tutto quello che spera potrà vivere dopo. Accade così che ogni combattimento diventi una storia da raccontare, perché sul quadrato i pugili non salgono solo con il proprio corpo, ma si fanno accompagnare dalle esperienze della loro esistenza, dalle proprie personalità, dalle paure e dai sogni.

Scrive Joyce Carol Oates.

Nessun altro soggetto è, per lo scrittore, così intensamente personale come la boxe. Scrivere di pugilato significa scrivere di se stessi; e scrivere di pugilato ci obbliga a indagare non solo la boxe, ma i confini stessi della civiltà, cos’è o cosa dovrebbe essere umano. Anche se…

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Rivoluzione oggi

La rivoluzione oggi è soprattutto la fine dell’innocenza. Per la generazione a cui appartengo, nata negli anni ’80, penso che questo sia lo scoglio principale perché, venuti al mondo nel cuore del capitalismo già finanziario, già alla seconda, tutta la strada risultava tracciata: “Non c’è alternativa”, ripeteva ossessivamente Mario Monti al suo primo discorso da premier. Vi ricorda qualcosa “There Is No Alternative?”. Per chi non lo sapesse, TINA era uno dei soprannomi di Margeret Thatcher.

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Ken Saro Wiwa: la lotta della parola

In occasione della serata dedicata a Wiwa organizzata da Cross-Point e presentata da me e da Doudou Sagnan (qui l’evento) e della lezione all’Istituto Abba, avevo preparato alcuni appunti; li ripropongo qui, seguiti dalle fotografie che avevo selezionato e che abbiamo proiettato a Cross-Point e dalla canzone dedicata a Ken Saro Wiwa dal gruppo Il teatro degli orrori. Continua a leggere

L’utilità del poliziotto

Quando sento dire: “Ah, però poi il poliziotto non ti fa così schifo quando devi denunciare uno stalker, eh?!”, immagino al posto di “poliziotto” qualsiasi altro “professionista”, tipo:

Vai dal commercialista – quello ti fracassa il cranio con una calcolatrice e ti urla “Crepa zecca di merda!”, tu lo insulti e uno che passa di lì ti dice: “Ah, però ti fa comodo per la contabilità, eh?!” Continua a leggere